PROGETTO #MaredinvernoToscana AL CARNEVALE DI VIAREGGIO – VERSILIA: QUEL SOGNO DI CARTAPESTA

Tappa inaugurale del nostro progetto #MaredinvernoToscana, on the road controcorrente lungo la costa della regione in cui siamo nati, per godere delle sue risorse e del mare anche nei mesi invernali. Saremo attenti, curiosi ma anche critici, perché non è tutto meraviglioso a questo mondo, e vi racconteremo spunti interessanti che, anche per noi di zona, possono essere novità. Abbiamo volutamente scelto di iniziare da questa tappa, la più vicina a casa, per sbirciare dietro alla spettacolarità del carnevale di Viareggio ed entrare nel suo microcosmo fatto di tecnica artigiana, arte, fantasia, passione, organizzazione e voglia di volare in un cielo sospeso in un continuo presente. Versilia: quel sogno di cartapesta, apparentemente fragile ma capace di resistere alle intemperie del mese di febbraio, guarda distratto alla rivoluzione informatica, alle mode che corrono via, al tempo che si chiude dietro porte di mondi in cui ieri è già un lontano ricordo.

La Cittadella, parco urbano dove nascono e prendono forma i carri allegorici, è la testimonianza di una passione che non si è mai spenta, che aggrega e alimenta iniziative. E’ un laboratorio di creatività ed esperienza, di abilità manuali che si ripetono da sempre, oggi come in passato. Vecchi giornali, acqua, farina insieme diventano cartapesta e da lei, come in un numero di magia, nasce la festa delle feste, esplodono allegria, colori, e risa e scherzi, l’età non conta. In questo caso, però, l’illusione è realtà e il sogno si può toccare!

PROGETTO #MaredinvernoToscana AL CARNEVALE DI VIAREGGIO - VERSILIA: QUEL SOGNO DI CARTAPESTA
PROGETTO #MaredinvernoToscana AL CARNEVALE DI VIAREGGIO – VERSILIA: QUEL SOGNO DI CARTAPESTA

MA QUANTI ANNI HA IL CARNEVALE DI VIAREGGIO?

Il carnevale di Viareggio ha un retaggio di 145 anni e la prima sfilata, madre dei giganteschi carri che ammiriamo oggi,  risale addirittura al 1873. Era un martedì grasso e alcuni ragazzi della zona ebbero l’audace idea di spostare i festeggiamenti dai saloni alla strada. Mascherati, a bordo di una carrozza decorata con addobbi floreali, lanciavano coriandoli e facevano festa. E’ un attimo immaginare l’esuberanza forse irriverente, sicuramente chiacchierata, che rompe con gli schemi della tradizione ma, come sempre accade quando il destino è segnato, più coinvolgente di qualunque reticenza. In fondo, cosa è cambiato ? Istinto, gioia di vivere e un po’ di sana lungimiranza hanno fatto da apripista ai cambiamenti che sono diventati la normalità.

I primissimi carri erano realizzati con materiali pesanti come legno, o addirittura gesso, ed erano statici. Nel 1925 un costruttore azzardò l’utilizzo della cartapesta riuscendo a mettere in piedi strutture più alte, più leggere e riuscendo anche ad includere il movimento.

Nel 1930 il comitato del carnevale chiese ad un artista locale, tale Uberto Bonetti, di creare una maschera simbolo. Mise insieme elementi della Commedia dell’Arte: il cappello di Rugantino, la gorgiera di Capitan Spaventa, il mantello del Dottor Balanzone e il costume a scacchi di Arlecchino. Unica nota extra il pon pon di Pierrot. Dopo ben 8 anni la battezzò con il nome di BURLAMACCO sancendo il legame con la città. A Viareggio esistevano un canale che si chiamava Burlamacca ed una famiglia benestante, Burlamacchi. Utilizzò la prima parte di questi due nomi “BURLA”, ovvero scherzo, e la combinò con “MACCO”, preso in prestito dalla figura di Buffalmacco del Decamerone. Ebbe anche l’idea di affiancare a quest’allegra creatura dell’immaginazione una fidanzata: Ondina, e omaggiare le due anime di Viareggio. Lei, raffigurata mentre cammina lungo il molo dalla parte degli stabilimenti balneari, è la stagione estiva, lui, dal lato dei cantieri navali, quella invernale, perché il Mare, compagno intrigante e romantico, è sempre, tutto l’anno.

PROGETTO #MaredinvernoToscana AL CARNEVALE DI VIAREGGIO - VERSILIA: QUEL SOGNO DI CARTAPESTA
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MASCHERE E CARRI…e un po’ di euro!

Sapevi che esistono quattro classi di maschere, dalla più piccola alla più grande?

La più piccola si chiama MASCHERA ISOLATA. Chiunque può partecipare alla selezione sottoponendo nel mese di luglio il proprio progetto alla fondazione che ne accetterà soltanto nove e pagherà 1.500 euro per la realizzazione di ciascuna. Se il costruttore della maschera isolata, per tre anni consecutivi e con soggetti sempre diversi, arriva tra le prime postazioni, passa a realizzare le MASCHERE DI GRUPPO, sei figure di carta legate da una tematica. 25.000 euro è il budget fornito dall’Associazione del Carnevale di Viareggio. In totale sono nove. Seguendo la stessa prassi, al termine dei tre anni, se riesce a piazzarsi tra le prime postazioni, passa a realizzare i CARRI DI TERZA (sono cinque e hanno a disposizione 62.000 euro). Infine, i più spettacolari ed impegnativi sono i CARRI DI PRIMA, nove in totale e con 122.000 euro a disposizione per coprire le spese di realizzazione: affitto dell’hangar, di proprietà dell’Associazione, operai (da un minimo di quattro a un massimo di otto), il materiale, tutto, e lo stipendio per sé. Chi vince il primo premio riceve un compenso in denaro pari a 10.000 euro, ma la vera soddisfazione sta nell’orgoglio di essere il vincitore.

Tutti i soldi di cui ogni anno dispone l’Associazione sono le entrate del carnevale precedente, quindi più la manifestazione è visitata più fondi ci sono per l’anno successivo.

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Il LABORATORIO DELLA CARTAPESTA

Su un tavolo sempre pulito e asciutto si lavora con tre tipi di giornali: Il Tirreno, La Nazione e La Gazzetta dello Sport (o Il Sole 24 Ore, entrambi di colore rosato).

Si prepara la colla facendo bollire per circa un’ora 1 dose di acqua con 10 di farina. Una volta fredda è pronta per essere utilizzata. S’immerge la pennellessa nella colla e si spalma su un lato del foglio di giornale: il primo strato di carta. Si taglia il foglio in tre strisce per posizionarle a croce con lo strato di colla che guarda verso l’alto e si adagiano sul calco in gesso (ottenuto da uno stampo negativo in creta) fino a ricoprirne la superficie. Più i pezzi di carta sono incrociati e sovrapposti più la forma è resistente. Gli strati devono essere almeno due, il diverso colore serve proprio a distinguerli. Il bordo, inizialmente lasciato sporgente ed irregolare, viene piegato verso l’interno e pressato affinché aderisca al meglio e dia forza alla forma.

Nessuna tecnologia per realizzare la cartapesta.

PROGETTO #MaredinvernoToscana AL CARNEVALE DI VIAREGGIO - VERSILIA: QUEL SOGNO DI CARTAPESTA
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UN SALUTO SPECIALE…

La Ballerina si inchina, bellissima, altissima, a dare il benvenuto nell’hangar trasformato in piccolo museo. Qui sono raccolte porzioni di carri delle edizioni passate del carnevale di Viareggio. Vinse il primo premio nel 2004. La particolarità di questo carro “Scusate se ci divertiamo, balla che ti passa”stava nell’aver collocato la ballerina circondata da acrobati, giocolieri e pagliacci sul retro, dietro un’enorme parete nera. Sul davanti solo finestre aperte e personaggi affacciati. Un effetto sorpresa insolito e incredibilmente spettacolare.

Interamente realizzata in cartapesta, è smontabile, quindi trasportabile, e proprio per questo è stata l’unica ad aver potuto fare il giro del mondo.

Un ultimo sguardo con il naso all’insù verso gli occhi brillanti di questa figura tanto espressiva, ma com’è possibile? Suggestione? Preferisco entusiasmo. Non è mai troppo tardi per essere felici.

PROGETTO #MaredinvernoToscana AL CARNEVALE DI VIAREGGIO - VERSILIA: QUEL SOGNO DI CARTAPESTA
PROGETTO #MaredinvernoToscana AL CARNEVALE DI VIAREGGIO – VERSILIA: QUEL SOGNO DI CARTAPESTA

Date del Carnevale 2019: 9 – 17 – 23 Febbraio / 3 – 5 Marzo

 

PROGETTO #MaredinvernoToscana: LE TAPPE

TAPPA N. 2  Parco di San Rossore, Migliarino, Massaciuccoli

TAPPA N. 3  Cava Museo Fantiscritti, Carrara

TAPPA N. 4  Argentario, Laguna di Orbetello, Talamone

TAPPA N. 5   A Rosignano in barca a vela

TAPPA N. 6  Massimiliano Mattei, il surfista sdraiato