PARLARE PIU’ DI UNA LINGUA: IL VIAGGIO NEL VIAGGIO

L’appartamento sembra essere stato stravolto da un tornado…c’è un disordine illogico, di quelli da ammucchio dove capita!

Studiare una lingua all'estero
Studiare una lingua all’estero

La partenza è prossima, i saluti sono iniziati...le emozioni che accompagnano alcuni addii e quelle che sorprendono, perché non ce le saremmo aspettate. Trattenere le lacrime è impossibile, alcuni sguardi segnano un solco nell’anima e, malgrado sia certo che non li rincontrerò mai più, so che hanno cambiato una piccola parte di me.
Così, nella commozione di una dedica scritta nel “miglior francese possibile”, sorrido e lo sento…sono felice.

Un regalo inaspettato...
Un regalo inaspettato…

Grazie Gisely…

L’Oceano sembra esistere per ricordare all’uomo che fermarsi a riflettere è necessario. Guardare l’orizzonte che si allarga a perdita d’occhio, ascoltarne la forza che s’infrange sulle rocce e lasciarsi suggerire i pensieri.
Lui è lì, c’era prima e ci sarà ancora quando saremo soltanto un ricordo. E’ saggio, poderoso, divertente, malinconico, dolce come una ninna nanna.
M’incanto ad ammirarlo…
Gli consegno il mio piccolo grande fardello e aspetto che il vento lo aiuti a spingerlo lontano.
Chiudo gli occhi e lo sento…sono felice.

Oléron: oceano atlantico
Oléron: oceano atlantico
Oléron: oceano atlantico
Oléron: oceano atlantico

 

“Un viaggio non inizia nel momento in cui partiamo né finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtà comincia molto prima e non finisce mai, dato che il nastro dei ricordi continua a scorrerci dentro anche dopo che ci siamo fermati…malattia sostanzialmente incurabile.”

 

Studiare una lingua straniera all’estero…

…può essere anche tutto questo, un viaggio nel viaggio, alla scoperta di mondi lontani tutti raccolti attorno ad un tavolo con la voglia di conoscersi e conoscere.
L’età non conta, le tendenze della moda stipate in valigia hanno poco senso per i più, è la curiosità che accomuna, la lingua che si studia, quelle che colorano gli accenti di ciascuno, i tratti somatici, le abitudini che diventano malleabili alla diversità, qui, una magnifica normalità.

C.A.R.E.L. (foto di Ryam Riehl)
C.A.R.E.L. (foto di Ryam Riehl)

Baguette, laboratori, fotocopie in quantità, risate…sempre…tante, croissant, l’odore pregnante degli allevamenti di ostriche, bassa e alta marea, barche, sole, spiagge, passeggiate, musica, pasti improvvisanti, tramonti poco prima delle 23:00, tazze ovunque, video da analizzare, regole di grammatica, occhi assonnati, racconti, malintesi, soddisfazione, ore piccolissime, furgoni scassati, tavole da surf, vento, conchiglie sotto i piedi, domande, fotografie, torneo di beach volley, panaché allo storico pub, poesie, yoga in francese, l’ennesimo adattatore universale, ponti…lunghissimi, sorrisi, la roulette dei ricordi, abbracci, film, ore in lavanderia, pioggia sulla sabbia, libri, cioccolata alla pasta di mandorle, ritardi, complicità, nuovi profumi…la Bibbia e ancora risate…sempre…tante!

royan6

Gli amici di sempre...
Gli amici di sempre…

Studiare una lingua straniera all’estero: perché?

Così ho programmato il cervello in modalità francese, parlando con amici, francesi e non, in ogni situazione, perché studiare una lingua passa da qui: libri, quotidianità e vita sociale!

L’approccio comunicativo è considerato la vera rivoluzione nell’insegnamento/apprendimento di una lingua straniera, ovvero la capacità di chiedere e trasmettere informazioni. Partendo da una base necessaria di competenza tecnica (grammatica e lessico), si cerca di sviluppare la capacità d’interagire. E’ qui che la vita sociale gioca un ruolo fondamentale per superare l’imbarazzo ed acquisire, con la pratica, sicurezza e intraprendenza, per risvegliare la creatività, necessaria a spiegare parole e concetti di cui s’ignora la traduzione, oppure per soppesare il potere delle parole, riflettendo sempre prima di parlare.

Sentimenti e coinvolgimento emotivo, che accomunano gli esseri umani in un contesto sociale o naturale, sono la spinta più efficace ad impegnarsi e mettersi in gioco, a lasciarsi le piccole certezze confortanti alle spalle e lanciarsi in una nuova dinamica di equilibri per scoprire che, in fondo… LA DIVERSITA’ NON ESISTE.