TAPPE SULLA RUTA DE LA PLATA: RAMO SANABRESE, MARZO 2019

RUTA DE LA PLATA: RAMO SANABRESE, MARZO 2019 – Il percorso denominato Via de la Plata trova una biforcazione a Granja de Moreruela continuando il proprio tracciato sulla via romana “ab Emerita Augusta” verso Astorga, oppure scegliendo la via che porta verso Ourense: “El tramo Sanabres” o, semplicemente, La via sanabrese.

L’esperienza iniziata a Siviglia nel 2017, poi interrotta per problemi di salute, ha finalmente trovato il suo compimento nel marzo 2019 riprendendo zaino e scarponi e ripartendo dalla città di Zamora.

QUESTA E’ UNA MINI GUIDA CON LA SUCCESSIONE DELLE TAPPE, TALVOLTA ALTERNATIVE ALLE CLASSICHE INDICATE, CHE COMPONGONO IL MIO 4° CAMMINO DI SANTIAGO

Sulla strada per Santiago de Compostela

Sulla strada per Santiago de Compostela

Bene! Prepariamoci, dunque! Nuovamente lo zaino, ma stavolta ho voluto sperimentare: uno molto leggero, sempre di 40 litri ma per soli kg 1,1. Struttura decisamente impoverita ma sufficientemente resistente. Gli scarponi non si toccano, ho acquistato un nuovo paio dei soliti scarponi “tutto cuoio” per sostituire quelli vecchi ormai troppo usurati. Equipaggiamento ridotto al minimo: berretto di lana e berretto di tela, una camicia pesante indossata e una maglietta di cotone per ricambio. Due cambi di biancheria, tre paia di calzini di cui uno indossato. Mantella impermeabile, ghette, sacco a pelo e una maglia di lana leggera. Un robusto k-way indossato unitamente ad un pantalone lungo, uno corto nello zaino. Stop! Bustina medicinali-toeletta. Ho rinunciato a portare una ulteriore camicia o maglietta, lasciando pure il pigiama corto che ho sempre usato, niente borraccia, le bottiglie di plastica da mezzo litro pesano molto meno. Unica novità per affrontare situazioni pesanti una maglietta e calzamaglia termiche leggere e funzionali.

Risultato: vestito, confortevolmente, con un carico complessivo sulle spalle di kg 6,9/7 – meglio di così?

RUTA DE LA PLATA: RAMO SANABRESE
Appena passata Granja de Moreruela


RUTA DE LA PLATA: RAMO SANABRESE – Partenza da Zamora

Ho voluto ricominciare a Zamora, 425 km da Santiago, per rivedere la bella città visitata in occasione della Semana Santa con Maria, mia moglie, (>>> questo è l’articolo) dove assistemmo alla toccante processione del sabato con la Vergine Addolorata, che sfilava per le vie del bel centro storico accompagnata dalla mesta musica della banda e seguita da 2.500 donne – di tutte le età e taglie – rigorosamente coperte dal manto nero del lutto e recanti una lanterna accesa ciascuna. Apoteosi finale, col buio ormai calato, l’immenso coro che intona il Miserere nella Plaza Mayor: brividi di commozione!

A ZAMORA SI ARRIVA FACILMENTE

Voli Vueling Firenze/Madrid oppure Pisa/Madrid o Bologna/Madrid, a seconda della comodità degli orari e tariffe offerti. Aeroporto Barajas a Madrid: 15 minuti di treno per arrivare alla stazione ferroviaria Chamartin (bigietto € 2,5 per ca 16 minuti – Roma Fiumicino stazione Termini, sono circa 40 km ma il biglietto costa € 17!).

Dalla stazione ferroviaria Chamartin a Zamora 1h e 30 / 2h a seconda del treno scelto: spesa intorno ai € 25 se prenotato per tempo. A Zamora è facile trovare una camera tra i 25/30 euro oppure consiglio l’albergue de peregrinos nei pressi della cattedrale, a sinistra, sulla via che porta fuori delle antiche mura.

Infine, ho deciso di partire a metà marzo perché accuso il caldo, trovo più affrontabile il freddo, ancor meglio se non troppo intenso. Inoltre marzo è il mese che precede la Pasqua, quando in Spagna tutto pare risvegliarsi e aumentano i pellegrini lungo qualunque tratto ed è vero che aumentano pure i prezzi. Per contro, in questo periodo si incontrano ancora giornate relativamente corte e si è maggiormente esposti ai capricci del tempo e all’incognita degli albergues chiusi. A me va bene così.


DA ZAMORA A MONTAMARTA E GRANJA DE MORERUELA

La partenza mi vede intorno alle 7:00 vagare solo e intabarrato per le vie deserte di Zamora, la città dorme e l’alba è ancora lontana, impensabile fare colazione, portarsi dietro qualcosa di pratico è l’unica opzione. Avevo provveduto la sera avanti. Talvolta gli albergues più organizzati propongono una qualche colazione o la possibilità di prepararsela, come spesso fanno i pellegrini nordeuropei che già alle 6 del mattino appestano l’aria friggendo uova e pancetta.
E si parte verso il paesino di Montamarta, km 19/20 in un terreno assolutamente piano che continua, come il giorno dopo fino a Granja de Moreruela, per altri 22/23 km di altipiano castigliano a 700 m slm. Dimenticavo, temperatura alle ore ore 8:30 0°C e verso la tarda mattinata arriva a 14/17°, ottimo per camminare.
Passo oltre queste due tappe già oggetto di un mio precedente articolo e rimarco di non aver incontrato anima viva sul cammino da Zamora in poi.

RESIDUI DI TRACCIATO ROMANO
Residui di tracciato romano

RUTA DE LA PLATA: RAMO SANABRESE -Da Granja de Moreruela a Tabara

Mi muovo verso Tabara. Il cammino si dirige subito verso il puente de Quinto, a 6 km, ma è molto interessante fare 600 m a ritroso, appena uscito dall’albergue, e prendere un comodo stradello che porta alle rovine dell’antica abazia cistercense di N.S. de Moreruela, oggetto di ottimi restauri. Da lì non è difficile operare un taglio che riporta a incontrare il tracciato del cammino poco prima dell’inevitabile ponte sul fiume Esla, in tutto 2 km scarsi in più ma ne vale la pena. Dopo il ponte si punta verso Tabara passando nella parete della gola del fiume, bello ma molto lento, oppure percorrendo la statale per alcuni km per poi ricongiungersi col cammino. A Tabara, 26 (+2) km, si arriva dopo un percorso sempre ben teso e gradevole, ancora nessun incontro. Pernotto al El Roble: posti letto in dormitorio comune, come un normale albergue, oppure camere a prezzo ottimo, se condivise costano quasi quanto la branda dell’albergue. Al piano terra una buona trattoria. Freddo intenso la sera, a notte fonda il termometro indica -4°.

DA TABARA A SANTA MARTA DE TERA/CAMARZANA

Il mattino saluta con un bel sole luminosissimo atteso con una sontuosa colazione. Faccio qualche foto all’uscita del paese, complice la bella luce sul portico della vecchia chiesa.
Tutto è molto tranquillo, lo zaino non mi affatica e benedico nuovamente di aver calzato questi scarponi. Dico della prossima tappa Santa Marta de Tera, 23 km, solo per segnalare che gli albergues di Santa Marta de Tera e Santa Croya de Tera sono chiusi per lavori. Mi sono fermato a Villanueva de las Peras per pranzare, ho incontrato una coppia di simpatici ragazzi olandesi, abbiamo chiacchierato e scambiato informazioni – lei parlava bene spagnolo – poi, prima di riprendere il sentiero, chiedo indicazioni all’oste ed è lui a mettermi in guardia. Ringrazio, e dopo essermi rimesso in marcia, provo a fare due telefonate (sono albergues municipali) ottenendo conferma della chiusura. L’unica possibilità, esclusa quella di caricarmi di altri 15/20 km per me impensabili, è fare tappa a Camarzana per cercare alloggio in un Motel. Lo trovo: Juan Manuel (mi chiedono 33€ per camera, cena e colazione, non male no? Bellissima doccia, faccio pure il bucato asciugando il tutto sul termosifone). Camarzana aggiunge 8 km portandomi fuori dal cammino che, tuttavia, ritrovo facilmente nel suo tracciato a 2 km la mattina seguente recuperandone 4.

LUNGO LA RUTA DELLA PLATA
Via della Plata

Aggiustamenti di percorso si rendono utili per tagliare tappe troppo lunghe o ovviare a inconvenienti di chiusura di albergues o, più tardi nella stagione, di albergues affollati. In questa parte di Castiglia molti albergues sono piccoli, anche soli 4 posti letto, come del resto i paesini che li ospitano. Qui devo spendere due parole sulla App che avevo scaricato sullo smartphone (ormai impareggiabile telefono/macchina fotografica/cinecamera/carta topografica e guida, nessuno più usa carte da spiegare al vento o sotto la pioggia o pesanti libri). Io ho utilizzato OruxMaps Donate (anche in italiano), un po’ complesso, costa due o tre euro “una tantum”. Ho trovato dei chiarissimi tutorial in italiano curati da un Gruppo Scout, mi pare di Treviso, imparando a configurarlo, scaricare le mappe necessarie e consultare gli indicatori altimetrici. Una volta collegato con gps e scaricata la traccia in formato gpx arriva ad un dettaglio di 1:5000. Mi ha avvertito ben due volte di aver sbagliato il percorso dopo appena 10/20 m di errore. Mi ha aiutato a valutare pendii e percorsi. Ottimo, vale la pena perderci alcune ore per studiarlo attentamente.

Devo segnalare anche una App dell IGN (Instituto Geographico Nacional) spagnolo, probabilmente basata su Orux, con i tracciati gpx dei vari cammini: meno funzioni, ma uguale dettaglio e già configurato e pronto all’uso. Lingue: inglese/spagnolo. Unica pecca: non dice (o non ho trovato) la data delle tracce usate. E’ necessario che siano recentissime, di pochi mesi al massimo. E’gratuita, si chiama IGN Camino de Santiago. Entrambe le App hanno la possibilità di essere impostate per funzionare, parzialmente, anche in assenza di connessione internet, ma in tutto il percorso da Siviglia a Santiago non è mai successo.
Per tutte le altre indicazioni logistiche è stato prezioso, come nei cammini precedenti, il sito Gronze.com preciso e sempre aggiornato.

DA CAMARZANA A RIONEGRO DEL PUENTE/MONBUEY

Da Camarzana si ritrova il tracciato del cammino seguendo le indicazioni per Pumarejo. Si procede cominciando a salire, finiscono gli altipiani castigliani per puntare verso i monti della Galizia. Si passa Rionegro del Puente, un centro abbastanza grande con tutti i servizi e che propone un grande albergue di nuovissima e recente ristrutturazione. Ben attrezzato e riscaldato. Ottimo cibo nella trattoria – con qualche velleità di alta cucina da parte del cuoco volenteroso – sicuramente accogliente, di fronte all’albergue, sulla statale, prezzi tranquillissimi. Si procede verso Mombuey per un totale di 36 km da Santa Marta de Tera, ma accorciati dalla digressione a Camarzana.
Siamo a 900 m slm, persistono le notti fredde ma il pallido e gradevole sole porta a 15° tutti i giorni.
Da segnalare lungo il percorso il minuscolo borgo di Villar de Farfon con il suo, pure minuscolo, albergue de peregrinos della famiglia Rehoboth. Questa famiglia di origine sudafricana ha passato buona parte della propria vita occupandosi dei bambini in Zambia e in India. Ora si è ritirata in questa landa spagnola restaurando le rovine di una casa contadina e impostando un piccolo albergue (4 letti) con servizi e cucina, TUTTO DONATIVO!! Sapevo di questo luogo e, intravisto Mr Reheboth intento a curare i vasi di fiori, ho fatto volentieri una sosta per rifocillarmi: birra e panino! E chiacchierare (inglese e spagnolo). “Quanto pago?” gli chiedo, “donativo” mi risponde, indicandomi una cassettina – e mi ritorna alla mente l’atmosfera di Grañon sul cammino Francese…

RIO NEGRO DEL PUENTE
Albergue Rio Negro del Puente

RUTA DE LA PLATA: RAMO SANABRESE – Da Mombuey a Puebla de Sanabria

Da Mombuey si arriva a Puebla de Sanabria, sono 30 km con possibilità di troncare ad Asturianos o a Entrepeñas. Il percorso inizia a farsi impegnativo, s’incontrano molti boschi fino a raggiungere 1.000 m slm per poi ridiscendere un poco verso la cittadina. Puebla de Sanabria merita una sosta, piccola località turistica ben tenuta e fornita di servizi. Un bel castello e la cattedrale da visitare con calma, storie di streghe e leggende di nobili famiglie che paiono raccontate dalla bella statua di bronzo di don Chisciotte seduto nel cortile del castello. Buona la cucina ma…. forse una pecca non da poco, alloggi e ristoranti decisamente cari, forse troppo, o forse mi sono organizzato male io. Diciamo che la sua vocazione di luogo di richiamo turistico ha fatto montare la testa a qualcuno? Boh!
Bello il centro storico molto ben conservato e mantenuto, belle le colline dei dintorni che raccontano della “terra dei lupi”. A proposito,
il centro di conservazione del lupo iberico a pochi km di distanza è visitabile, ma meglio prenotare e informarsi per tempo. Qualcuno ha raccontato di avvistamenti di qualche lupo lungo il cammino, non io, ma ho camminato, sempre da solo, con una certa velata apprensione.
Volevo fermarmi a Puebla del Sanabria un giorno intero ma la mattina dopo, complice la pessima sistemazione trovata, ho deciso di riprendere il cammino, “insalutato ospite”.

DA PUEBLA DE SANABRIA AL PASSO DEL PADORNELO

Da Puebla de Sanabria ci si dirige verso Lubian in 30 km con la faticosa salita al passo del Padornelo, che sale a 1350 m slm. Troppo per me e opto per fermarmi sul passo in un motel al lato della strada, non c’è altro. Altra segnalazione su questo tratto, passato Requejo, si procede solo lungo la statale, perché i lavori della ferrovia ad alta velocità hanno impegnato questa zona e il cammino è stato chiuso. Tutto ben segnalato. Il percorso è buono, se fatto col bel tempo l’unico pericolo sono i numerosi camion che fanno la spola ai cantieri.

Attenzione! Il mio amico Antonio, quello che condivise con me il tratto Siviglia / Granja de Moreruela nel 2017, ha voluto riprendere da solo l’intero cammino della Plata e in questa zona, ben oltre la metà di aprile, si è trovato con tre giornate di neve continua.

A Requejo ho pranzato in un’allegra e grande trattoria letteralmente invasa dagli operai dei cantieri dell’alta velocità. Al lato un bel albergue de peregrinos chiuso. Mi si avvicina un ragazzone alto che mi chiede qualcosa in un inglese che mi disorienta. Gli chiedo di rallentare e scandire le parole: è australiano e ha un qualche problema ad un ginocchio, vorrebbe fermarsi a Requejo ma l’albergue è chiuso e mi mostra un piccolo cartello sulla porta. Segnala un nome, Marisol, e un numero di telefono. Mi offro di aiutarlo e telefono a Marisol. Tutto risolto! Zane, si chiama così, potrà riposare a Requejo occupando da solo l’intero albergue.

DAL PASSO DEL PADORNELO A VILAVELLA

Dal Padornelo scendo nuovamente ai 1.000 m slm di Lubian, il tempo si fa incerto e a tratti pioviggina. Risalgo fino ai 1.250, supero A Canda e giungo a Vilavella, poco più di 1000 m slm. Qui non trovo nulla tranne un hotel spa (100 € a notte, magari buono per altre circostanze) e un motel sopra il distributore di benzina (€ 20). Un salto a ritroso negli anni 60. Buona la cena e dolce la chiacchierata con l’anziana cuoca che viene a sincerarsi che la cena mi sia piaciuta. Sono in Galizia, la Castiglia è ormai alle spalle e il motel si chiama “A porta Galega”, appunto.

RUTA DE LA PLATA: RAMO SANABRESE
Relax

DA VILAVELLA A A GUDINA

Ormai ho sovvertito la successione delle tappe proposta normalmente e opto per una tappa leggermente più corta fino a A Gudiña, mi rendo conto di avere la gola in fiamme, ho bisogno di riposare. Solo una quindicina di km. È un centro grande con tutti i servizi e approfitto della farmacia.
Piccolo momento di sconcerto: preparo il letto sistemando il sacco a pelo e mi si avvicina un giovane con barba rossiccia e gli occhi celesti, mi chiama per nome e, in italiano, mi chiede come va…a Prato ????? e se mi ricordassi di lui. Mi spiega, con un italiano spagnolizzato, di essere stato in Toscana per un certo periodo. Ma chi gli ha detto da dove vengo? Il nome può averlo chiesto ma non la provenienza!! Non ricordo assolutamente quel viso. Con mossa rapida, ma poco carina, mi precipito a controllare il portafogli adagiato sul letto contenente documenti, carte e contante. Tutto ok. Voglio uscire da quella situazione imbarazzante e lo saluto per andare a cena. “Come ti chiami?” gli chiedo tendendogli la mano…” Jesus” … ecco!

DA A GUDINA A CAMPOBECERROS

Mi mantengo sui 1.000 m slm fino a Campobecerros, panorami incredibili da quelle sommità con le imponenti opere per la nuova ferrovia, nelle piccole valli intermedie. Il villaggio, perché di questo si tratta contando 150 abitanti, dispone di un piccolo albergue de peregrinos da Rosario e di una casa rural. L’unico bar/trattoria si offre di prepararci la cena, siamo in quattro: io, il ragazzone australiano e una coppia di buffissimi belgi avanti con gli anni. Ci operiamo in strane triangolazioni per capirci: l’australiano ha solo il suo inglese, i belgi conoscono bene il tedesco e alcune parole di italiano, io faccio da interprete con lo spagnolo e poco inglese. Serata deliziosa accanto ad una enorme stufa in ghisa accesa e del buon vino.

RUTA DE LA PLATA: RAMO SANABRESE
Invaso artificiale ‘Encoro das portas’

DA CAMPOBECERROS A LAZA

A Laza, altra tappa riposante, ottimo e modernissimo albergue municipal, “reception” presso la locale sede della Protecion Civil che ci consegna lenzuola igieniche e tutte le istruzioni del caso. Da segnalare che prima di arrivare a Laza, camminando con l’australiano, rallentato dai problemi al ginocchio, in un minuscolo villaggio quasi completamente disabitato, abbiamo incontrato, sotto le logge di una vecchia casa, un tavolo con thermos di caffè e tè caldi, biscotti e frutta. Tutta opera di alcune volontarie del posto. Siamo scesi a 500 m slm.
Ritrovo i due belgi e qualche altro pellegrino, alla fine saremo in 8 persone, nussun italiano.

DA LAZA A VILLAR DEL BARRIO E SUCCESSIVA A XUNQUERIA DE AMBIA

A Villar del Barrio siamo nuovamente in 4, dopo aver camminato da soli, ci ritroviamo alla spicciolata dopo i 20 km di una giornata calda. Ottimo albergue municipal, nuovo, circa una trentina di posti letto, lavasciugatrice a disposizione e via col bucato. Ho messo tutto a lavare tranne lo zaino! Sempre 6 euro come in tutti i municipali della Galizia. Cena alla churrasqueria.

Altri 18/20 km tutto sommato semplici e finalmente a Xunqueria de Ambia. L’albergue municipal è fuori dell’abitato in una struttura fantasiosa ma molto ben tenuto e nuovissimo. Sono arrivato presto e vado in centro, peraltro molto carino. Cerco un posticino per pranzare e ritrovo ad un tavolino in pieno sole i due belgi che mi salutano con grandi gesti. La sera saremo noi tre.

RUTA DE LA PLATA: RAMO SANABRESE
Ours e Catalina, i pellegrini belgi

RUTA DE LA PLATA: RAMO SANABRESE – Da Xunqueria de Ambia a Orense/Ourense

Tappa fino a Orense/Ourense decisamente semplice: 22 km in discesa fino ai 100 m slm. Città grande col mio solito fastidio di attraversare la periferia industriale tra camion, rumore e miasmi vari. Albergue de peregrinos in pieno centro accanto a Plaza Mayor inaugurato alla fine del 2018, in sostituzione di quello in San Francisco ormai chiuso. Nuovissimo ma… non si può avere un bagno solo ogni piano (tre piani) considerando che ciascuno raccoglie circa 20 pellegrini e al mattino occorre fare la fila. In questo caso il detto evangelico “beati gli ultimi …” non è proprio vero. Ritrovo la coppia belga e altre tre persone. L’indomani visita alla bella città.

 Orense
Orense

DA ORENSE/OURENSE A CEA

Dopo Orense tutto comincia a cambiare. Questa è la città da cui partono i 100 km canonici per poter ottenere la Compostela e da qui partono anche molti gitanti spagnoli, associazioni e gruppi vari.
Da Ourense si va a Cea seguendo due direttrici, una bassa che passa da Tamallancos, e una un poco più alta che passa per Canedo. Le distanze sono entrambe sui 22/23 km ed entrambe propongono una salita impegnativa subito fuori Ourense, riportando da 100 a 500 m slm in soli 5/6 km. Finale di tappa a CEA a 600 m slm.
Si attraversano tanti piccoli borghi quasi completamente disabitati e diroccati. Leggo di un villaggio con solo 11 abitanti. In questi villaggi si incontrano spesso camioncini allestiti come perfetti negozi che riforniscono brillantemente di tutto il necessario. Piccoli pullman vanno e vengono accompagnando eventuali bambini e ragazzi a scuola. Questa parte di Galizia si è spopolata con l’emigrazione degli anni 60/70 e solo ora riprende, un sia pur vago, vigore con il rientro di tanti che in pensione vogliono rivivere la terra abbandonata in gioventù. CEA è la capitale del pane, tanti forni a legna per delle panciute pagnotte con marchio DOP, sicuro orgoglio della zona.
L’albergue è decisamente valido, recuperato bene da una vecchia casa contadina con un grande orreo ad impreziosirla. La sorpresa è l’arrivo di un gruppo di ragazzi, età scuola media, sono una ventina accompagnati da tre adulti. Finito il silenzio, tanta allegria ma, soprattutto, impossibile trovare il bagno libero. Mi accompagneranno per tre giorni e, con sorpresa, mi ritrovo a constatare che allo spegnere delle luci fanno silenzio, non lasciano nulla in disordine e camminando a circa mezz’ora dietro di loro (aspettavo per poter usare il bagno) non ho mai trovato i segni del loro passaggio (leggi fazzoletti, scarti di cibo, bottigliette etc etc). Bravi ragazzi!

RUTA DE LA PLATA: RAMO SANABRESE
Boschi sulla via per Santiago

DA CEA A CASTRO DONZON

Mi trovo sulla strada per A Laxe che si propone in 38 km per me proibitivi. Sono avanti di alcuni giorni sul mio programma, che prevedeva un arrivo intorno al 2 aprile, e decido di prendermela calma, molto calma. Il 1° aprile incontrerò mia figlia a Santiago e ho la gola che non mi dà tregua. Mi fermo a Castro Dozon in un grande albergue municipal che ricorda le colonie estive di tanto tempo fa. Ci ritroviamo in sei o sette più la torma di ragazzini che si precipita alle docce, stavolta in comune, modello caserma. Due androni separati con 10 docce a muro.

DA CASTRO DONZON A ESTACION DE LALIN E SUCCESSIVA FINO A SILLEDA

Da Castro Dozon a Estacion de Lalin, niente albergue, solo un piccolo hostal che mi dà una stanza bella calda con wi-fi ottimamente funzionante (neanche a casa!) e la colazione compresa in 20 euro: Hostal Casa do Vento. Infine mi fermo a Silleda, ma sento arrivare la febbre che a Santiago mi terrà a letto due giorni. Non ceno e dormo tutta la notte.

RUTA DE LA PLATA: RAMO SANABRESE
Paesino gallego

RUTA DE LA PLATA: RAMO SANABRESE – Da Silleda a Ponte Ulla

L’Ultima tappa è a Ponte Ulla, piccolo borgo proprio dopo il ponte che salta l’omonimo rio Ulla. Faccio prima sosta a Dornelas, un paesino nascosto nel verde che quasi non si vede. Lungo il percorso l’albergue Casa Leiras 1866. E’ molto ben tenuto e organizzato, ottenuto dal recupero di una casa contadina. Buoni letti, buon bar, buon ritrovo. Lo gestisce una coppia italiana, Andrea e Cristina, due bei ragazzoni “scappati” da Milano che hanno trovato, acquistando questa proprietà e dandole nuovo vigore, la loro completezza. Mangio una freschissima insalata scambiando qualche chiacchiera con Andrea e Cristina, i cui occhi brillano parlando di quest’angolo di mondo mentre attendono che il pulmino riporti da scuola le loro due piccole bimbe.
A Ponte Ulla prendo una camera da Juanito, hostal churrasqueria. L’albergue de peregrinos all’uscita del paese pare ottimo ma irrimediabilmente chiuso. Ceno nella vicina trattoria Rios (non avevo forza per mangiare carne alla brace da Juanito). La signora mi trova alquanto malmesso e insiste per prepararmi un infuso bollente di limone, cannella e miele.

 I RAGAZZONI DI MILANO, CASA LEIRAS
Andrea e Cristina, i ‘ragazzoni’ italiani…

RUTA DE LA PLATA: RAMO SANABRESE – Da Ponte Ulla a Santiago de Compostela

Dormo nonostante la febbre e l’indomani riparto verso le 9 per compiere i miei ultimi 23 km con calma, senza forzare. Percorso non complicato, giusto qualche boschetto di eucalipti. Salite e discese si alternano a piccoli tratti su strada, ormai la città è vicina, e la mia meta pure. Una periferia antica di vecchio paese, non industriale, cala verso le cupole della cattedrale che svettano all’orizzonte…

Ruta de la Plata: ramo sanabrese, il mio 4° cammino si è compiuto, chissà se seguirà il 5°!

Santiago de Compostela con ESTERofili, mia figlia
Santiago de Compostela con ESTERofili, mia figlia!

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