I ristoranti di New York sono un’esperienza che merita di essere “gustata” a dovere

Appena entrati una ragazza in tailleur nero ci accoglie sorridente e attenta, fa gli onori di casa, non abbiamo prenotato ma ci accompagna al nostro posto.
Siamo seduti ad un tavolino in mogano scuro, finalmente comodi sulle poltroncine in pelle blu, in attesa di ordinare il pranzo, poco importa se l’orologio segna ancora le 11:00 am. A New York qualunque ora si scelga per mangiare va bene, la varietà di ristoranti, locali, cibi e ambienti che offre soddisfa ogni tipo di esigenza.

Mentre assicuriamo la macchina fotografica alla sua custodia e ci liberiamo dei giubbotti volgo lo sguardo attorno e vedo che si sta avvicinando, anche lui sorridente, il cameriere con la caraffa dell’acqua ghiacciata. Nel corso del pasto, se avrete l’ardire di berla tutta, passerà solerte a riempirvelo di nuovo! L’acqua proviene dal rubinetto e per renderne il sapore almeno accettabile la servono in grandi bicchieri con ghiaccio più che abbondante e una cannuccia, ancora incappucciata, dà un che di curato e pulito.

New York - 5th avenue - ore 11:00 am - Lunch time!
New York – 5th avenue – ore 11:00 am – Lunch time!

Consideratelo un pro forma, un gesto di cortesia con cui il rito del servizio ha inizio. E’ piacevole, confortevole, appagante.

Se qualcuno mi chiedesse cosa di un ristorante è, a mio avviso, tipicamente newyorkese?
Risponderei senza dubbio il lungo bancone da bar, con gli sgabelli uno di fianco all’altro, nello stesso locale dei tavoli o adiacente, dove ci si accomoda per consumare un bicchiere in attesa del proprio turno, magari approfittando per attaccar bottone col vicino, o si gusta direttamente il pasto quando il locale è pieno, comunque adesso in molti posti lasciano al cliente la scelta.
Qualora decidiate di sedere subito al tavolo, il cameriere puntuale vi chiederà se per iniziare volete ordinare qualcosa dal bar (…poi si vedono accostamenti improponibili con bloody mary, omelette al salmone e pancakes…vabbè!)

Secondo il nostro metro è un po’ l’equivalente di due locali in uno, ciascuno con personale addetto efficiente e suddiviso secondo una scala gerarchica di competenze e responsabilità.
Un ristorante è un’azienda con tanto di manager, capi, vice, specialisti, subalterni e figure, forse apparentemente inverosimili, come il cameriere con la caraffa dell’acqua ghiacciata, ma che secondo me sottolineano quanto sia articolato, organizzato e professionale questo mondo.

“Gestire un ristorante significa occuparsi ogni giorno nello stesso momento di marketing, produzione e servizio clienti” ( da “Restaurant Man” di Joe Bastianich)

Ricevere cortesia e sorrisi ben dispone, sfido a sostenere il contrario, non ha il sapore della leccaculaggine ma di un gradevole atteggiamento studiato a tavolino per soddisfare il cliente: più è contento, più spende volentieri, più il ristorante guadagna, e a New York tutto fa perno sul denaro.
Lo stesso approccio hanno i camerieri preoccupandosi con discrezione che tutto proceda secondo il vostro gradimento o la guardarobiera che si offre di custodire una borsa un po’ ingombrante o un cappotto per regalarvi comodità e rilassatezza.

Che si tratti di un bel pub, un ristorante medio o addirittura stellato l’attività è impostata su questi principi.
E’ un’esperienza che consiglio caldamente, non solo da clienti ma da protagonisti curiosi, poi provate a rispondere: si rasenta il cinismo? Forse per alcuni sì.
E’ vero che se da una parte si gode dell’attenzione di cui si è oggetto dall’altra ci si domanda quanto veritiera possa essere: sono obbligati o sono sinceri? E poi, se si trattasse davvero soltanto di una farsa la trovereste frustrante? Al contrario, il contatto umano che, intendiamoci, esiste anche in questo sistema di ristorazione “super imprenditoriale”, sarebbe davvero apprezzato oppure potrebbe risultare invadente o, addirittura, discriminatorio, nel caso in cui non fosse uguale per tutti i clienti?

Io amo ciò che è realizzato e proposto con cura e mi piace partecipare ad abitudini per me non familiari, specie se sono in viaggio, quindi questo è il mio personalissimo suggerimento: oltre alle mete classiche, nel prossimo tour di Manhattan, fate in modo di includere un buon pasto alla carta, magari solo per il brunch, con una spesa massima tra i $30 e i $40 a persona i vostri sensi potranno testare uno dei mille gusti della Grande Mela.

New York - Upper West Side - Sunday brunch!
New York – Upper West Side – Sunday brunch!

INFO

Due ristoranti, un pub e un Café tra loro diversi e in zone diverse:
Ocean Grill, Upper West Side, il brunch nel weekend è tipico
The Paris Cafe, South Street Seaport, uno dei pub più antichi della città
Skylark, Newport, Jersey city, sull’altra sponda dell’Hudson all’altezza di Ground Zero
The Lion, nel Greenwich Village, ottima cucina, eleganza newyorkese