NEW YORK E LE SUE DIVERSITA’

Ultimo giorno: escursione a Bear Mountain, a proposito di simpatiche stranezze e “diversità” locali!

Circle line 42
Circle line 42

Stiamo risalendo il corso del fiume Hudson, in battello. Una domenica di pausa da Manhattan per un bel boccale di birra e un super hot dog all’Oktoberfest (sì, tipo quella “vera”, ma in miniatura e con la country music!).

Bear Mountain
Bear Mountain

Circa 300 persone, un campione di umanità sufficientemente nutrito e in stragrande maggioranza local, per trarre la conclusione a cui sono giunta dopo 15 giorni di vita e riflessioni a New York…la diversità non esiste!

Bear Mountain
Bear Mountain
Bear Mountain
Bear Mountain
Bear Mountain
Bear Mountain

Ma facciamo un salto a ritroso: primo giorno.

E’ da poco passata l’alba, il fuso orario si fa sentire e decidiamo di sfruttarlo a nostro favore, siamo nella città che non dorme mai, quindi alle 7:00 am, bicchierone di caffè alla mano, usciamo.
Ci dirigiamo subito al Path, è come la metropolitana ma con un circuito indipendente, ed è il mezzo più rapido per raggiunger Ground Zero da Newport, Jersey City, dove abbiamo deciso di alloggiare. Appena scesi a Manhattan è lampante una moltitudine variegata di persone che si muovono rapide e sicure in tutte le direzioni, verso quotidianità più disparate.
So che alla fine della giornata mi sarò già ambientata e mi sentirò, anch’io, parte di questa moltitudine.

La rilassatezza della vacanza fa si che abbia il tempo di soffermarmi ad osservare i dettagli e realizzo che non è possibile distinguere il newyorkese stabile, quello di passaggio (magari solo per qualche anno) o il turista, a meno che non sia chino su una guida e con la macchina fotografica al collo.

Ogni abbigliamento non solo è convenzionalmente consentito ma umanamente lecito, basta esprimere la propria personalità, aggiungere dettagli fantasiosi, attingere agli armadi di “mamma, nonna e zia” (cit.), adeguarsi a codici estetici richiesti in molti luoghi di lavoro, dal più umile al più formale, ed ecco la moltitudine variegata e variopinta.

Manhattan
Manhattan
Manhattan
Manhattan

Vogliamo parlare degli accenti?

Che la lingua ufficiale sia l’inglese è una certezza ma, giusto per citarne qualcuno, ti è mai capitato di prendere un cab giallo con un indiano o un egiziano al volante? Cavolo, c’è di che incartarsi! E il dramma è che sono anche fluenti, abituati a mozzare le parole e ai modi di dire della strada. Oppure il coreano del “kimchi restaurant”? Uno spasso! Cadenza smaccatamente americana e accento tipicamente orientale. Il mio personalissimo mito, però, rimane l’italo-americano, magari nato negli States, che per affetto verso il suo ricordo d’Italia parla una specie di dialetto/itanglish dall’accento improponibile, è impossibile non sorridergli e augurargli buona giornata!

La “diversità” si arricchisce anche di espressioni e gesti ritmati da credi religiosi con cui noi, da italiani, siamo poco abituati a convivere.

Ad esempio, i più interessanti esteticamente, almeno per me, sono gli ebrei-ortodossi, ho scoperto esistere nella zona di South Williamsburg, a Brooklyn, una delle più grandi comunità di hassidici al mondo. Il nero è il colore che predomina, e quella basetta lunga arricciata fin sotto l’orecchio, un simbolo di appartenenza a qualcosa che, ad uno sguardo frettoloso, sembra, soprattutto per il posto in cui ci troviamo, quasi incomprensibile, sicuramente anacronistico.

Ebrei ortodossi a Manhattan
Ebrei ortodossi a Manhattan

Welcome to New York, dove la diversità non esiste e tutto è possibile, qui più che altrove.

Tutti sono disponibili ad aiutarti, anche senza chiederlo, basta che ti vedano un po’ in difficoltà: la grande contraddizione di un mondo, faccio fatica a chiamarla città, che può dare tutto e togliere tutto, che accoglie tutti purché rispettino le regole, che lascia esprimere l’istinto purché non leda il prossimo o il bene comune, spietatamente competitivo e paradossalmente comunitario.

Quale che sia la tua “diversità”, per razza, religione, ceto sociale o gruppo familiare qui trovi un sorriso, in viaggio sei ospite gradito ma, se vorrai viverci, questa meravigliosa “macchina da guerra” esigerà il tuo contributo, in tutti i sensi, e dovrai essere in gamba per conquistare il tuo posto al sole.

Manhattan: Time Square
Manhattan: Time Square

Tornando a Bear Mountain, ecco un paio di indirizzi utili per organizzare una giornata fuori da Manhattan!

INFO

www.visitbearmountain.com una scampagnata fuori Manhattan!
www.circleline42.com le crociere da New York a Bear Mountain e non solo