PRIMI GIORNI, PRIMI INCONTRI SUL CAMMINO DI SANTIAGO

GIORNO 1 – I primi incontri sul Cammino di Santiago sul trenino diretto a Saint Jean Pied de Port Oliver, Pierre, Sebastian e Pierre2. Mi accolgono offrendosi di prendermi lo zaino. Un po’ d’Europa in allegria, Germania, Austria, Francia e Italia.

Primi incontri sul Cammino di Santiago
Primi incontri sul Cammino di Santiago

Ci salutiamo dopo una birra, li rivedrò sicuramente nei prossimi giorni, ed io raggiungo due ragazzi canadesi al taxi che ci porterà a Roncisvalle. Il passo non può essere attraversato a piedi, la neve è troppo alta ed è troppo rischioso. L’intenzione era quella di partire da Somport ma, causa condizioni climatiche avverse, questa è l’alternativa!
Ah! Alla stazione di Bayonne la batteria del cellulare si ricarica pedalando!!!

Ricaricare i device portatili pedalando!
Ricaricare i device portatili pedalando!
Il complesso dell'abazia di Roncisvalle con tanta neve
Il complesso dell’abazia di Roncisvalle con tanta neve

Ritrovo la bellissima COLEGIATA, costruita nel XIII secolo per ordine del re Sancho VII, come chiesa dell’ospedale di Roncisvalle, che aveva lo scopo di assistere i pellegrini del Cammino di Santiago che giungevano dopo aver attraversato i Pirenei.

La tomba del re Sancho
La tomba del re Sancho

Messa serale, benedizione del pellegrino, visita al chiostro attorno al quale i cumuli di neve superano i 2m di altezza e finalmente cena: agnello con asparagi. Alloggio a La Posada, lo stesso alberghetto dove è stato girato il filmThe way“.

Il chiosto durante la visita notturna, con impressionanti cumuli di neve
Il chiosto durante la visita notturna, con impressionanti cumuli di neve
La confortevole "Posada" di Roncisvalle
La confortevole “Posada” di Roncisvalle

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GIORNO 2 – Fa molto freddo ma sono attrezzato a dovere, cammino bene, lo zaino non mi affatica.
Attraverso un paesino tipico navarrese, Bizkarret, seguo il segnale della conchiglia del pellegrino e le frecce gialle a terra, sui muri delle case, sui cippi.
Cammino…

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Camminando...
Camminando…

Passo la croce dedicata al giapponese che ha terminato qui il suo cammino nel 2002 e, in serata, raggiungo la mia seconda tappa: Zubiri.

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Camminando...
Camminando…

Nuovi incontri! Ambiente “international”: due ragazzi della mia Sardegna, un lagunare e un alpino di Samugheo e Solarussa , e un simpatico falegname di Torino, 72 anni. Ceniamo insieme!

Io, Albert, Gianni e il Falegname Giuliano
Io, Albert, Gianni e il Falegname Giuliano

GIORNO 3 – Sono partito da Zubiri e subito infilato in un bar per la colazione mentre fuori cominciava a piovere. Ho ritrovato i canadesi con cui avevo condiviso il taxi, mi hanno ringraziato per aver loro consigliato dove dormire bene . Ho “colazionato” con i giovani sardi e aiutato la cameriera del bar che stava combinando un casino internazionale proponendo “jam”, prosciutto secondo lei, ad una povera giapponesina che sperava di vedere marmellata. Si è profusa in mille ringraziamenti dopo che le ho spiegato “Jam” “ham” “marmalade”! 

Saluto Giuliano, il falegname di Torino, la cui figlia, laureata, ha deciso di seguire le sue orme e ha lasciato partire il babbo per il Cammino…
I ragazzi sardi che si allontanano

Persi i sardi mi sono infilato nella pioggia con la mia bella mantella rosso vivo (ca…zo, come si fa ad andare per campagne e colline in Spagna con una mantella rosso vivo? Speriamo di incontrare solo vacche!!!).

Primi incontri sul Cammino di Santiago: sereni compagni di viaggio
Primi incontri sul Cammino di Santiago: sereni compagni di viaggio
Come dire: fango sei e ....!
Come dire: fango sei e ….!

In un paesino dal nome basco impronunciabile mi sono avvicinato ad una tipica casa per fotografare il portone e la pietra che riportava notizie della sua costruzione del 1747.

In un paesino dal nome basco impronunciabile...
In un paesino dal nome basco impronunciabile…
In un paesino dal nome basco impronunciabile...
In un paesino dal nome basco impronunciabile…
In un paesino dal nome basco impronunciabile...
In un paesino dal nome basco impronunciabile…

Al vecchino che stava ad una finestrella (anche lui del 1747!?) non è parso vero di uscire a dirmi qualcosa. Mi ha raccontato la storia della casa e mi ha mostrato una pietra devozionale, un’ “Ave Maria” scolpita accanto all’ingresso , una sorta di benedizione. Sono riuscito fortunosamente a registrarlo!

Più avanti, verso il fiume, il sentiero è franato e un solerte pellegrino “Japones” si è piazzato davanti alla frana per dire a chiunque passi di aggirare deviando nel campo, schivando le mucche e le relative cacche e riprendendo la strada poco oltre.

A proposito di primi incontri sul Cammino di Santiago raggiungo un trio improbabile di messicani, tutti sulla 70ina. Stanchi. Li ho salutati “pobres viejos!” e mi hanno chiesto da dove venissi. Mai avessi risposto! Il più personaggio dei tre mi ha raccontato della scuola primaria del suo villaggio dove, quando lui era alunno, il maestro di musica faceva cantare canzoni in italiano ed è partito con “Torna a Surriento”, in spagnolo, e “Santa Lucia”…un vero spasso!
Superato Julio, che voleva cantare anche “O sole mio”, ma ha desistito per la recrudescenza della pioggia, mi sono fermato ad un baretto bellino per un caffè e 10 minuti di pausa.
Ho incontrato Juan, Catalano, è tutto il pomeriggio con me, lui va a vino …. dice per curare il cuore!

Primi incontri sul Cammino di Santiago: il catalano Juan
Primi incontri sul Cammino di Santiago: il catalano Juan

E’ buffissimo, riesce a fare battute su tutto e tutti, mi ha fatto scompisciare (il bello è che le capisco!!!). Mi ha ringraziato per avergli segnalato l’albergue di Pamplona.. il Jesus y Maria dove si sta veramente bene.

Ci siamo lavati, abbiamo fatto il bucato, e siamo usciti finalmente per tapas al posto della cena. Mi ha presentato Miguel Angel, di Salamanca, della mia età, che fa finalmente il Cammino con il benestare della moglie, della figlia di 36 anni e del figlio di 38 che telefonano per chiedergli come stia (non ti dico le battute di Juan, anima sola che si dedica al teatro!).

Primi incontri sul Cammino di Santiago: Miguel Anjel
Primi incontri sul Cammino di Santiago: Miguel Anjel

Ho ritrovato i ragazzi sardi, o meglio loro hanno trovato me, e ci siamo dati appuntamento per domani sera a Puente la Reina.

E’ tutto molto sereno…

La basilica di Trinidad de Arre, giungendo a Pamplona
La basilica di Trinidad de Arre, giungendo a Pamplona

La meravigliosa cornice è stata Pamplona.
Ore 16/17, città vuota, negozi chiusi, cercavo una ferramenta perché ho dimenticato a Zubiri il gancio metallico che si è dimostrato una vera genialata. Proverò domani.

Finite le cose da sbrigare, Juan mi ha chiesto se mi faceva piacere uscire con lui e Miguel, certo, non avevo altri programmi. Abbiamo seguito la strada del centro la “Estafeta”, la stessa che corrono i tori per San Firmino…un mare di gente e mille locali e localini aperti. Giovani in gruppo, ragazze a sedere per terra (peraltro tutte ben vestite) con il bicchiere e il piatto di tapas. Vecchi signori con moglie e borsetta sottobraccio, una giovialità sorridente che fa veramente far pace con il mondo intero. Gente che parla dell’ultimo Encierro (la corsa forsennata dei tori), tutti matti come a Siena per il palio!
“Ir de tapas” consiste nel fare cassa comune, ca 10 euro a testa, ed entrare nei vari locali ad assaggiare una coppa di vino e alcune tapas (una era con l’uovo crudo…brrrrrrr!!!). Spesa media per locale euro 3 a testa, quindi ci si sposta al bar successivo facendosi largo tra la folla. Tutti molto rumorosi ma solo di risate e voci sovrapposte migliaia di volte, si fa un’altra ordinazione e così via. Non un jukebox, non un televisore, non un auto, solo voci umane, risa, richiami di ragazzi e strilli di bambini seguiti da mamme armate di piatto e bicchiere.
Che dire? Una serata gradevole e quattro bar per 10 euro (tapas con uovo, baccalà e peperoni).
Mi hanno detto che me la cavo molto bene con lo spagnolo e che riesco a far parte della conversazione!

Ok, per oggi vado a letto…
Il babbo tuo di te!