S.M.I. (Società Metallurgica Italiana)

La S.M.I. fu fondata nel 1886 ed acquistata nel 1902 dalla famiglia Orlando che, in particolare con il ramo trasferitosi in Liguria, alla fine dell’ottocento, divenne protagonista dell’industrializzazione del nostro paese.

Proprio negli anni a cavallo del primo conflitto mondiale nacque prima e si sviluppò poi una sede della S.M.I. a Campo Tizzoro, un esempio di architettura militare ancora oggi perfettamente conservato.

Campotizzoro
Campotizzoro
Ingresso alla S.M.I.
Ingresso alla S.M.I.

Il successo di questo stabilimento di munizioni fu tale che determinò la nascita di un agglomerato urbano, un villaggio-fabbrica, pensato per accogliere e gestire, non solo nei capannoni di produzione e negli uffici, 7000 dipendenti provenienti dall’intera vallata. Comprendeva alloggi per gli operai, case per intere famiglie, un asilo, la scuola, la mensa ed una chiesa, il cui campanile richiama quello del duomo di Pistoia. Oggi nel museo è possibile quasi toccare con mano una ricchissima collezione di attrezzature, oggetti e prodotti che hanno reso questo angolo di montagna famoso ben oltre confine.
Alla fine della visita guidata, dopo due ore, eravamo entusiasti, stupiti e dispiaciuti che fosse terminata.

Produzioni della S.M.I.
Produzioni della S.M.I.

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Produzioni della S.M.I.
Produzioni della S.M.I.

Nel 1910 il Gen. Paolo Spingardi, allora ministro della guerra, le affidò la sua prima commessa: produzione di munizionamento per pistole, fucili, moschetti e artiglieria leggera per l’Esercito e la Marina Italiana.

S.M.I.: i rifugi antiaerei

Negli anni trenta furono realizzati in maniera tale che in pochi minuti dal suono della sirena d’allarme i 7000 operai potessero essere messi in sicurezza.
Otto ingressi distribuiti nel villaggio-fabbrica, furono scavati a 20 metri di profondità nella roccia viva.
Gli Orlando chiamarono le squadre più esperte dell’alta Italia specializzate nella creazione di dighe e, in meno di 7 mesi, si scavò e si realizzarono le gallerie perfettamente funzionanti per ben 1500 metri oltre gli ingressi.
Un metro di spessore tutto in cemento armato, sia in superficie che nelle gallerie perfettamente equipaggiate di servizi igienici, magazzini vari, pronto soccorsi, infermerie, locali di trattamento aria e impianti idrico e illuminotecnico.
Ad oggi sono il più curato sistema di rifugi antiaerei al mondo.
I portelloni da corazzata dell’OTO Melara ne garantivano la chiusura.

Una delle ogive d''ingresso al rifugio
Una delle ogive d”ingresso al rifugio

L’accesso dalle ogive alle gallerie sotterranee è tramite due scale elicoidali che non s’incontrano mai, in fondo alle quali si trovano i locali di bonifica, muniti di docce. Era previsto come primo intervento nel caso in cui si fosse verificato un attacco con gas.

Locali per la disintossicazione
Locali per la disintossicazione
Locali per la disintossicazione
Locali per la disintossicazione
Locali per la disintossicazione
Locali per la disintossicazione

Le gallerie sono 3,30 metri di altezza per 3,30 metri di larghezza.

Galleria
Galleria

Sulle pareti campeggiano scritte, tragicamente buffe o dall’aspetto inquietante a causa delle infiltrazioni di umidità. Quelle in rosso servivano per indicare dove dovevano sedersi i dipendenti, non vi era ressa, si obbediva prontamente alle disposizioni impartite. In nero erano le indicazioni su cosa fare e come comportarsi in galleria.

Si possono trovare scritte che recitano NON FUMARE, E’ ASSOLUTAMENTE PROIBITO SPUTARE, NON CAMMINARE e OBBEDIRE AI PROPRI RESPONSABILI.

Istruzioni sui muri
Istruzioni sui muri
Istruzioni sui muri
Istruzioni sui muri
Istruzioni sui muri
Istruzioni sui muri

Nei servizi igienici maschili sono presenti ancora le parole degli operai che sbeffeggiano il duce e il re d’Italia.
Il primo locale di carico emotivo forte è la cappella, con le sue mantovane in legno dipinto, poi ci sono nicchie specifiche, come la squadra bonifica, i vigili del fuoco e il deposito maschere anti gas.

Cappella
Cappella
Maschere anti gas
Maschere anti gas
Locali bonifica
Locali bonifica
Locali bonifica
Locali bonifica

In fondo a questo tratto di corridoio c’è l’infermeria uomini che è rimasta intatta dal 1944.
Era organizzata con letti a castello, che permettevano di ricavare in uno spazio così angusto 36 posti letto, area visita con lettino chirurgico, un lavandino, il telefono per comunicare con l’infermeria in superficie, un mobiletto per le cartelle cliniche ed una vetrinetta rigorosamente chiusa a chiave, contenente medicinali e strumenti chirurgici.

Infermeria
Infermeria
Infermeria
Infermeria
Infermeria
Infermeria

L’illuminazione in alcuni tratti è ridotta, fa decisamente freddo e, camminando travolti dall’immaginazione e dai racconti della guida, l’emozione è palpabile. Siamo solo una decina, compresi i bambini, e la guida ci propone di addentrarci, per qualche decina di metri, in un segmento di galleria ancora non aperto al pubblico…è buio e ci facciamo strada con le torce.

Tunnel non illuminato
Tunnel non illuminato
Tunnel non illuminato
Tunnel non illuminato

KURT KAISER

All’epoca direttore dello stabilimento, tedesco ma antinazista, lottò e discusse ferocemente per impedire la deportazione degli operai S.M.I. nei bunker factory a Gardone Val Trompia, nelle fabbriche Meschesmith. Sarebbero sicuramente finiti nei campi di concentramento.
Riuscì a convincere i connazionali che senza operai non poteva far funzionare ottimamente la fabbrica.
Pochi sanno che dette l’ordine di sfollare la popolazione di Campo Tizzoro nelle gallerie tanto era il timore di un imminente bombardamento o di rappresaglie. Gli abitanti si trasferirono nei rifugi, dove rimasero dall’inizio di settembre 1944 fino ai primi mesi del 1945, portandosi suppellettili da casa con la possibilità di uscire tre ore al giorno, eccezion fatta per gli impiegati in azienda.
Per quanto la solidarietà non mancasse e l’alternativa fosse morire non riesco ad immaginare quanto debba essere stato claustrofobico il tempo là sotto…

Tunnel
Tunnel

Fortunatamente, la fabbrica non fu mai bombardata.

INFO

S.M.I.

Via Luigi Orlando , 325

Campo Tizzoro (PT)
Tel 0573/65724
rifugismi@irsapt.it

Il Museo osserva il seguente orario di apertura: Ottobre – Marzo chiuso il lunedì Aperto dal Martedì alla Domenica, dalle 10.00 alle 18.00 Con Visite Guidate (comprese nel Prezzo) alle 10.30 11.30 12.30 14.00 15.00 16.00 17.00 Aprile – Settembre Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00 Con Visite Guidate (comprese nel prezzo) alle 10.30 11.30 12.30 14.00 15.00 16.00 17.00 18.00