LA PRIMA TAPPA DEL NOSTRO ON THE ROAD SICILIANO – ETNA E I VINI VULCANICI DI PASSOPOSCIARO

Etna e i vini vulcanici di Passopisciaro – Negli ultimi tempi la mia attenzione si è focalizzata esclusivamente verso una tipologia di vini prodotti in zone ben specifiche e con caratteristiche olfattive e gustative peculiari. Lo scorso aprile al Vinitaly scorrazzavo su e giù per i padiglioni dal Nord al Sud alla scoperta dei vini vulcanici, o Volcanic Wines, come recita il retro delle etichette, per dare trovare un carattere internazionale e scoprire qualcosa di unico prodotto in territorio italiano.

Vini vulcanici???”, “Ah, sì, quelli dell’Etna e del Vesuvio…”. Non solo! Anche vini prodotti in Veneto, nelle bassa Toscana, nel Lazio, in Basilicata e pure in una piccola parte della Sardegna. “E dove sono i vulcani??!!!”

Questa è la domanda spesso posta con la fronte che si corruga e lo sguardo che si fa sempre più perplesso. Mi sono reso conto che la comunicazione e la sponsorizzazione di questo unicum italiano debba essere sviluppata ancora nonostante le numerose manifestazioni e rassegne ad esso dedicate. Così, con la voglia di imparare mi sono avventurato tra sabbia, lava, lapilli, tufo e basalto.

IL TERRITORIO

Etna e i Vini Vulcanici di Passopisciaro
Etna e i Vini Vulcanici di Passopisciaro

Nel territorio italiano esistono 19 aree vulcaniche, dalla Valle d’Aosta fino alla Sicilia. La superficie vitata su cui nascono le Doc di origine vulcanica è di 17.000 ettari per una capacità produttiva di 150 milioni di bottiglie. Trend in continuo aumento anche grazie al Consorzio del Soave che nel 2012 ha promosso questa tipologia di vini all’estero con il marchio Volcanic Wines. Le eruzioni vulcaniche avvenute nel corso dei secoli hanno dato vita ad un substrato terrestre molto prezioso sia per l’agricoltura che per la viticoltura. Questo suolo è uno dei più particolari e preziosi per la produzione di vino grazie la notevole presenza di minerali, molto concentrati ed in grado di conferire alla vite una elevata quantità di sostanze.

Esistono suoli di tipo tufaceo, basaltico, sabbioso particolarmente ricchi di fosforo, magnesio e potassio, composti utilissimi per il buon drenaggio ed assorbimento dell’acqua, per la fertilità del terreno. La porosità delle rocce che compongono questi suoli garantisce una costante presenza di umidità, che aiuta la pianta a non soffrire nei periodi caldi. Queste caratteristiche ben si sposano in diverse zone d’Italia per lo più con i vini bianchi, permettendo sempre di ottenere vini complessi, eleganti, sapidi con spiccate caratteristiche di mineralità e acidità. E’ una viticoltura vera, artigianale e anche fantasiosa.

“Il vulcano non ti regala niente ma se ci metti passione ti ripaga dando ai vini carattere ed identità, grazie ad uve di sostanza e generose di sapore”

VINI VULCANICI E DOVE SI PRODUCONO

L'Etna che sbuffa!
L’Etna che sbuffa!
Etna e i Vini Vulcanici di Passopisciaro
Etna e i Vini Vulcanici di Passopisciaro

Attenzione! I prodotti che nascono da questo tipo di suolo non hanno una grande intensità e potenza olfattiva nei profumi fruttati ma prevalgono sensazioni molto fini ed eleganti di sentori floreali e, successivamente, speziati. Solitamente nei vini vulcanici non si trovano grande intensità olfattiva ma importanti persistenze aromatiche nel finale di bocca. Vini prodotti da uve autoctone dove alla fine del bicchiere la fa da padrone una sensazione di sapidità e di pulizia al palato.

Caratteristica principale, ultimamente tanto dibattuta e discussa, è la mineralità. Negli ultimi anni c’è stato un crescente utilizzo di questo termine, una tendenza avviata nel mondo anglosassone per identificare i bianchi delle regioni vinicole settentrionali, dapprima per i Riesling alsaziani e in seguito per render conto dei sentori di pietra focaia della Borgogna. La mineralità si può dire che sia una nota soggettiva avvicinabile a sapidità e acidità. Esistono vitigni capaci di esaltare la nota minerale, soprattutto se coltivati su suoli ricchi di sali, come quelli di origine marina e vulcanica.

Ma dove sono questi terreni vulcanici? Oltre all’Etna, il più conosciuto vulcano attivo in Sicilia, e le vicine isole di Pantelleria e isole Eolie, ed il Vesuvio con la vicina Isola di Ischia, la produzione di vini vulcanici si estende dal Veneto, nelle zone dei Colli Euganei, Gambellara, Soave e Monti Lessini, a Pitigliano in Toscana, Montefiascone e Orvieto in Umbria, nel Lazio a Frascati e i Colli Romani, per poi scendere in Basilicata nel Vulture e tuffarsi addirittura in Sardegna.

Il mio obiettivo è far conoscere questi territori attraverso il racconto delle aziende con cui collaboro e dei prodotti che ho degustato. Un primo passo verso i vini vulcanici era già stato fatto da Esterofili e #TheWineTeller lo scorso giugno con la visita a Tenuta Grandi Natalina nella zona di Gambellara, in Veneto. Adesso andiamo nel soleggiato sud, in uno dei luoghi che mi affascinano maggiormente e creano grandi attese gustative: le terre nere dell’Etna e le sue contrade, precisamente a Passopisciaro, a Cantine Valenti.

Etna e i Vini Vulcanici di Passopisciaro: ARRIVANDO A CANTINE VALENTI

Atmosfere lontane...
Atmosfere lontane…

Appena usciti dalla Cantina Valenti, alleggeriti dalla calura siciliana e contenti per il tempo trascorso in compagnia dell’enologo (persona piacevolissima) degustando le fragranze dell Etna, arriva un trenino che sembra provenire da un passato di ricordi. La via in cui ci troviamo è un susseguirsi di casette basse, qualche fico d’india che cresce a dispetto del cemento, la pietra lavica assorbe il sole che, già alle 10 del mattino, costringe a rallentare il passo, un signore con il volto solcato dalla vita seduto tra i vasi di fiori sulla porta di casa e qualche cane sciolto.

Dalla stazione desolata il suono della campanella precede l’arrivo del convoglio ferroviario. I passeggeri immobili, seduti accanto ai finestrini, sembrano abituati a quel passo lento che avanza nella normalità. Io, invece, ho la sensazione di essere la privilegiata spettatrice di un una porta spazio-temporale che, salendo a bordo, mi possa accompagnare indietro di 100 anni, esattamente lì, dove mi trovo adesso, a scoprire le bellissime ville che furono dimora di famiglie signorili e di atmosfere vissute tra le pagine di un romanzo.

QUANDO IL DESTINO CHIAMA: LE ORIGINI

Linguaglossa è un ridente paese posto alle falde dell’Etna, esattamente a nord est. Qui, ogni anno, nel mese di settembre, si teneva la Festa dell’Etna. Lavoravo con lo Stock di Trieste e nel 1968, insieme ad una troupe cinematografica, alla fine della produzione il Sindaco ci offrì un pranzo a base di salsicce e ci fece pervenire un barilotto di vino molto invecchiato. Era la prima volta che bevevo un vino così buono, chiesi e mi fu risposto trattarsi di Nerello Mascalese. Feci un confronto con i miei vini preferiti e dissi a me stesso che sarebbe stato un vero peccato che un vino così avesse una platea così confinata. Mi ripromisi di provare a riprodurlo anche se capivo che non era facile ottenere lo stesso risultato.

Sono passati tanti anni ed un giorno a Roma una signora, originaria di Passopisciaro, mi chiese se potevo aiutarla a vendere un terreno sito nella contrada Guardiola di Passopisciaro. Circa 4 ettari, di cui parte terreno coperto da colata di lava. L’ho visto ed è stato amore a prima vista. Avevo necessità di una cantina e coltivavo il sogno di acquisire una vecchia distilleria di fine ottocento, ormai dirupata. Le sfide sono la linfa della vita ed io e mio figlio ci abbiamo scommesso fino a che l’impossibile è diventato realtà. Nel 2008 abbiamo prodotto i nostri vini!”Visita il sito!

Cantina Valenti
Cantina Valenti

VINI IN DEGUSTAZIONE

Il Nerello Mascalese è la punta di diamante della produzione. In doppia versione rossa con l’eleganza e la freschezza del “Norma” e la struttura e la complessità del “Puritani“, in entrambi il bel colore tipico. Sempre Nerello nel rosato “Poesia“, dal colore rosa cadmio, una bella impronta minerale e vivacità. Attenzione perché qua i gradi alcolici salgono senza che ci se ne accorga!!!
Con curiosità e per la prima volta mi avvicino alla bottiglia “L’innesto“, un Nerello Mascalese vinificato in bianco, azzardo e desiderio del produttore. La sapidità e la mineralità dei terreni vulcanici si fanno sentire inconfondibili. Da abbinare oculatamente.

Il Carricante fa le veci del Nerello per i vini bianchi.Enrico IVContrada Santo Spirito mostrano tutte le caratteristiche del vulcano e regalano grandi bianchi da invecchiamento.

La tradizione delle etichette, che propongono titoli di opere, della struttura, una vecchia distilleria, del territorio, il vulcano e le sue storie, vanno a braccetto con l’innovazione e la voglia di tenere un passo lanciato verso il futuro.

Cantina Valenti
Cantina Valenti
Vini in degustazione
Vini in degustazione
Cantina Valenti
Cantina Valenti
Con l'enologo di Cantina Valenti
Con l’enologo di Cantina Valenti

Questi sono i vini vulcanici. Vini che appartengono al passato, a terreni antichissimi, ma che oggi si stanno facendo conoscere al mondo come uno dei trend più interessanti: i Volcanic Wines.