3 GIORNI ON THE ROAD DA SANTIAGO DE COMPOSTELA: COSTA DA MORTE AL COSPETTO DELL’OCEANO ATLANTICO

Costa da Morte al cospetto dell’Oceano Atlantico, il nome inquietante di un’area geografica che offre scorci commoventi e sa emozionare perché, a differenza di altri lembi di costa, qui si respira il vento dell’oceano misto a quel groviglio di moti interiori che spingono un essere umano a camminare per centinaia, migliaia di chilometri fino a Santiago de Compostela (>>> archivio). Meta di pellegrini e viandanti, curiosi o fiduciosi d’incontrare qualcosa dopo la strada che ognuno percorre con il peso dello zaino sulle spalle ma, soprattutto, con quello che la vita gli ha accumulato sul cuore.

Auto a noleggio e via, salutati da altissimi alberi di eucalipto che profumano le prime ore del mattino. Brevi tappe, piccoli borghi, la costante del vento, acquazzoni casuali, le chiacchiere di un padre e di una figlia che hanno sempre apprezzato il confronto e condividono la stessa confortante sensazione di appartenere al mondo che scorre fuori dal finestrino. L’aria è frizzantina.

Sono partita per il mio cammino personale con uno zainetto di 3 kg, solo il cambio della biancheria e una maglietta, per onorare una promessa fatta 9 anni fa “Verrò a ringraziarti quando mi sentirò bene e lo farò di persona“. Il mio babbo, al termine del suo Cammino numero 4, stavolta quello della Plata (>>> Ruta de la Plata, nel dettaglio), mi aspettava davanti alla cattedrale. Dopo un viaggio lunghissimo, 2 aerei, bus e taxi, ho cominciato a comporre un puzzle di sensazioni tanto forti quanto inaspettate.

9 TAPPE IN 48 ORE

  1. SANTIAGO DE COMPOSTELA
  2. MALPICA DE BERGANTINOS
  3. PORTO DE CORME
  4. PONTECESO
  5. LAXE
  6. CAMELLE
  7. CAMARINAS
  8. MUXìA
  9. FISTERRA (FINISTERRE)

1. SANTIAGO DE COMPOSTELAHai presente quando la mattina esci di casa senza nessuna aspettativa ma poi, casualmente, t’imbatti in uno sconosciuto e scocca la scintilla? Ecco, il mio incontro con Santiago de Compostela si può riassumere proprio così. Bella, organizzata, internazionale, un compromesso fascinoso tra Edimburgo e Porto, ma con l’affabilità e la capacità di godersi la vita tipicamente spagnola. E poi il centro storico medievale, dove la commozione ti prende e t’imbarazza, dove entri in uno stato di bellezza interiore che reclama più tempo al cospetto di quella cattedrale, tra le stradine o sotto gli archi da cui si diffonde il suono celtico della gaita. Incontri, pellegrini che arrivano stremati, con l’aria distrutta, felice, smarrita “E adesso? La parentesi di vita così eccezionale del cammino è già finita?“. Qualcuno sceglie di proseguire e raggiungere il “KM 0” a Fisterra (Finisterre), ultima tappa viaggiando verso sud, della Costa da Morte.

Santiago de Compostela
Santiago de Compostela
In compagnia di amici pellegrini australiani
In compagnia di amici pellegrini australiani

2.MALPICA – E’ la località da cui parte il Cammino dei fari, un percorso escursionistico di circa 200 km che si sviluppa fino a Fisterra, l’etremità occidentale delle terre conosciute dell’antica Europa, e tocca i fari principali della Costa da Morte includendo anche Muxìa ed il Santuario della Virxe da Barca.

Costa da Morte al cospetto dell'Oceano Atlantico - Malpica
Costa da Morte al cospetto dell’Oceano Atlantico – Malpica

3.PORTO DE CORME – Placido, quasi sonnacchioso, un paesino pittoresco, con i gabbiani e piccole barchette di legno colorate cariche di reti. Quasi ci chiediamo se esistano abitanti, perché il sole è talmente piacevole che ci sembra impossibile non icontrare nessuno. Ci avviamo a piedi tra i murales verso le strette vie dell’abitato e, senza capire da dove provenga, sentiamo una donna che ci chiama a gran voce. Un po’ smarriti, un po’ divertiti ci guardiamo intorno e vediamo arrivare una signora di mezza età inoltrata con indosso vestaglina da lavoro e scarpe da ginnastica. Ci chiede di dove siamo, perché siamo lì, il mio babbo le parla del cammino e lei si offre di accompagnarci nel miglior ristorante del posto, il Miramare, a mangiare pesce buonissimo vista oceano. Accettiamo. Appena entrati, spalanca la porta della cucina, ci presenta e si raccomanda che veniamo trattati con particolare riguardo…un pellegrino e sua figlia…

E’ stato fatto! Pranzo eccellente, gentilezza e attenzione (>>> Ristorante Miramar).

Corme
Corme
Corme
Corme
Prelibatezze a Corme
Prelibatezze a Corme

4.PONTECESO – In località Ponteceso abbiamo raggiunto il faro di Punta Cabo Roncudo, forse il ricordo più prezioso che conservo. Vento, sole e onde spumose ai piedi delle croci bianche, salde sugli scogli, in memoria di chi ha perso la vita sotto la furia dell’oceano.

Faro di Cabo Roncudo
Faro di Cabo Roncudo
Costa da Morte al cospetto dell'Oceano Atlantico - Croci a Cabo Roncudo
Costa da Morte al cospetto dell’Oceano Atlantico – Croci a Cabo Roncudo

5.LAXE – Pernottamento

6.CAMELLE – Questa località custodisce la storia di un uomo conosciuto come “el Aleman” (il tedesco). Tale Manfred Gnadinger, un tedesco che ho letto descrivere come eremita, hippy, solitario. Ho la sensazione di fargli torto a limitarlo in una definizione. Alto, magrissimo, nudo, salvo le parti intime, capelli lunghi. Incurante del freddo, delle acque gelide e tormentate dell’oceano Atlantico, isolato in una vita di estrema semplicità, senza acqua corrente né elettricità, viveva di ciò che coltivava nel suo giardino e di pesca. E poi scolpiva. Le scogliere gli offrivano materia prima che sapeva trasformare in espressione di bellezza. Morì nel 2002, si dice di crepacuore, due mesi dopo la tragedia della “Prestige”, che non risparmiò neppure le sue opere.

Sotto un temporale, col vento che mi scaraventava gli schizzi di onde disordinate sul viso, protetta dalla mantella, l’ho sentita, la forza del silenzio che esplode al ritmo dell’immensità tra il cielo carico di nuvole scure e il buio assordante dell’oceano.

Camelle, prima del temporale
Camelle, prima del temporale
Costa da Morte al cospetto dell'Oceano Atlantico
Costa da Morte al cospetto dell’Oceano Atlantico
Costa da Morte al cospetto dell'Oceano Atlantico - Sculture de El Aleman
Costa da Morte al cospetto dell’Oceano Atlantico – Sculture de El Aleman
Camelle
Camelle

7.CAMARINAS – Località conosciuta per la maestria artigiana delle PALILLEIRAS, ricamatrici di merletti, e per il faro di Cabo Vilan. Faro elettrico più antico di Spagna svetta a 125 metri a picco sull’oceano, nel suo corpo ospita un centro informazioni permanente sulla storia della struttura e dei naufragi di cui custodisce testimonianza.

Faro di Cabo Vilan
Faro di Cabo Vilan

8.MUXìA – Qui si trova il Santuario di Nossa Senora da Barca, il più antico della Galizia ed il più importante della regione.

La leggenda narra che la Vergine Maria abbia raggiunto la costa di Muxìa a bordo di una barca in pietra nel punto esatto in cui oggi sorge il santuario per sostenere l’apostolo Giacomo (Santiago de Compostela), scoraggiato dall’ostilità in cui continuava ad imbattersi la sua missione evangelizzatrice. La Vergine lasciò sulla scogliera i resti della sua imbarcazione, ancora riconoscibile nei tre grossi massi vicino al santuario, a “Punta da Barca”, appunto.

Tra il piccolo labirinto delle viuzze interne, difficilmente percorribili in auto, e le scogliere s’incontra il monumento Pedra da Ferida, eretto in memoria del disastro ambientale avvenuto nel 2002 con l’affondamento della petroliera Prestige. 77.000 tonnellate di greggio fuoriuscite dalla Prestige produssero una marea nera che devastò l’ecosistema di 2.000 km di costa. Le due pietre modellate con la fessura irregolare che si allunga al centro simboleggiano la ferita che, nella memoria, non guarirà mai.

Santuario de Virxe da Barca
Santuario de Virxe da Barca
Pedra da Ferida
Pedra da Ferida

9.FISTERRA (FINISTERRE)Se raggiungere Santiago de Compostela significa completare il cammino religioso, Cabo Fisterra, la traduzione galiziana di Capo Finisterre, è la meta ultima, il prolungamento pagano dello stesso cammino. La tradizione tramandata dagli antichi pellegrini medievali voleva che, dopo aver pregato sulla tomba dell’apostolo Giacomo ed essersi purificati nelle gelide acque dell’Oceano Atlantico, dopo aver bruciato gli abiti indossati durante il cammino, o parte di essi, si assistesse al tramonto nell’estremità occidentale dell’Europa guardando verso l’ignoto.

A Finisterre si conclude anche il nostro viaggio e mai 48 ore mi erano sembrate tanto generose. Il tempo nel suo scorrere lento ha regalato indimenticabili momenti d’incontro, di riflessione, di serenità e risate sulla strada della vita altrove di un padre e sua figlia.

Costa da Morte al cospetto dell'Oceano Atlantico - Pranzo con pellegrini coreani a Finisterre
Costa da Morte al cospetto dell’Oceano Atlantico – Pranzo con pellegrini coreani a Finisterre
Fisterra
Fisterra
Costa da Morte al cospetto dell'Oceano Atlantico
Costa da Morte al cospetto dell’Oceano Atlantico