VERRAZZANO…mi ricorda qualcosa!

Avete presente quando in TV verso l’inizio di Novembre scorrono le immagini di quel ponte bellissimo e coloratissimo, gremito di persone provenienti da tutto il mondo vestite, per la maggior parte, con pantaloncini, scarpe super tecniche e magliette di tonalità fluo, pronte a percorrere i loro 42 km attraverso i 5 grandi distretti di New York City? Esatto! Stiamo parlando del Ponte di Verrazzano, luogo di partenza della maratona più bella e ambita da ogni amante del running.

Ok…e il nesso tra New York, il running ed ESTERofili?

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Il nostro viaggio nel vino inizia proprio dal Castello di Verrazzano, posto alla sommità di una splendida collina tra Firenze e Siena, a Greve in Chianti, nel cuore della produzione del Chianti Classico.
Qui vi nacque Giovanni da Verrazzano nel 1485, scopritore nel 1524 della baia di New York e della maggior parte della costa orientale statunitense.
Trionfali scoperte coronate, pare, da una fine tragica ed ingrata. Nel 1528, durante la terza spedizione, Verrazzano fu catturato e divorato da una tribù di cannibali!

Giovanni da Verrazzano
Giovanni da Verrazzano

Il nome Verrazzano richiama il termine latino “verres”, cioè verro, con il significato di “Terra dei cinghiali”. Infatti, oltre ai giardini rinascimentali che circondano il castello e le secolari cantine di invecchiamento, si possono curiosamente prenotare visite guidate nei boschi circostanti, dove i cinghiali sono allevati allo stato naturale.

Saliamo alla terrazza coperta, dalla quale si domina buona parte del territorio vitivinicolo dell’azienda e da cui si intravedono scorci degli eleganti giardini. Come nota introduttiva all’imminente visita della cantina veniamo istruiti sulla natura dei terreni sottostanti e sulle tipologie di vini che da essi si producono.

Colline toscane
Colline toscane
Veduta dal castello
Veduta dal castello
Limonaia
Limonaia

Maggior altitudine corrisponde a qualità superiore. A valle il Rosso Igt e il Chianti Classico Docg, salendo la Riserva, fino ad arrivare alla Gran Selezione Sassello Docg su alture di circa 400 m. E’ qua che i terreni si fanno meno gestibili, più sassosi e ricchi di calcare, ed è qua che la vite e il suo apparato radicale rendono al meglio. Più sostanze estrattive distribuite su un minor numero di grappoli. Più qualità nella bottiglia grazie alla selezione delle uve migliori nei vigneti migliori (Querciolina), per creare un prodotto di nicchia ad alto valore commerciale.
I vitigni utilizzati sono per i rossi, ovviamente, in prevalenza Sangiovese con un accenno agli internazionali Merlot e Cabernet Sauvignon.
Con questi ultimi è stato realizzato anche il “Supertuscan” (categoria alla quale dedicheremo un approfondimento prossimamente), dal nome originale “bottiglia particolare”!
Quanto ai bianchi oltre ai classici autoctoni, Trebbiano toscano e Malvasia, sono utilizzati anche Pinot Bianco e Traminer aromatico.
Dal 2014 i vini rossi sono tutti certificati biologici.

I vini...
I vini…

LA VINSANTAIA

Uno, due gradini e si apre la vinsantaia, sulla sinistra una testa di cinghiale imbalsamata, appunto!
E’ una piccola sala, ancora in superficie, con porte e finestre. Sulla parete grande un affresco raffigurante la mappa della tenuta. I veri protagonisti qui, oltre ai caratelli dove il vin santo pazientemente invecchia per almeno 3 anni, sono quei bastoni che pendono dal soffitto. Attrezzi muniti di ganci lungo tutta la loro lunghezza, su cui vengono disposti con estrema cura i grappoli di uva ad appassire. Rispetto alla tecnica del graticcio o delle stuoie, gli acini devono essere e rimanere perfettamente intatti, perchè eventuali gocce di succo colerebbero sui grappoli sottostanti facendoli marcire. E’ un passaggio affidato a mani esperte e sapienti ed il risultato finale, dopo un anno di affinamento in bottiglia (2 per la riserva) è un ottimo vin santo da abbinare ai dessert. Da pratesi non possiamo che consigliare i famosi biscotti con le mandorle!

 

La vinsantaia
La vinsantaia
La vinsantaia
La vinsantaia

 

LE CANTINE

Una rampa di scale ci fa scendere nella vera e propria cantina. Bellissima. La struttura è perfettamente mantenuta con interventi di restauro ed illuminazione ad hoc talmente discreti da sembrare nati con in castello. Il profumo delle botti e del mosto si confondono, sembrano terapeutici, lungo un percorso di corridoi e celle dove i suoni sono ovattati e la voce, istintivamente, si abbassa nel rispetto di quella “creatura” unica, frutto dell’amore fra l’uomo e la natura che a lui si affida.

Una curiosità (forse per i più claustrofobici un pò inquietante?), lo sportellino così piccolo sul fronte della botte era l’apertura da cui, fino a non molti anni fa, un addetto, ovviamente non troppo in carne, entrava a pulirla munito di spazzola ed acqua. Neanche a dirlo…quando ne usciva non era del tutto lucido!

Le cantine
Le cantine
Le cantine
Le cantine
Le cantine
Le cantine
Le cantine
Le cantine
Le cantine
Le cantine
Le cantine
Le cantine
Le cantine
Le cantine
Le cantine
Le cantine
La prosciutteria
La prosciutteria

La visita si conclude là dove è iniziata, sulla terrazza.
Finalmente si beve!
Il nostro flemmatico accompagnatore, garbato ma con quella simpatia pungente e buffa tipicamente toscana, tra un buon vino Rosè IGT e un ottimo Chianti Classico DOCG (non corruttibile alla richiesta di farci assaggiare anche la Gran Selezione!), con ghigno scherzoso punta il dito verso i “nemici” di vallata indicando il Castello di Vicchiomaggio e Villa Calcinaia, oltre il poggio, prossima tappa di TheWineTeller, in viaggio nel vino.

Alla salute!!!

ABBINAMENTO VINO – CIBO

Chianti Classico Docg

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Ottenuto in grandi botti di rovere francese per minimo 18 mesi, seguiti da altri 4 mesi di affinamento in bottiglia.
Vino classico, di colore rosso rubino profondo con riflessi violacei, dal profumo intenso, ricco di aromi fruttati come le ciliegie e la mora che si amalgamano a note floreali. Al gusto si presenta armonico con grande equilibrio, di buona struttura, sapido, con una componente tannica fine e dolce.
Abbinamento con antipasti toscani, carni rosse, primi piatti a base di carne e selvaggina” (cit. Sito ufficiale).