CAMBIARE

Stamattina, complice la mia tazza di tè, una mezz’oretta di relax tra me e me quando è possibile, mi sono imbattuta nella storia di due ragazzi, americano lui, danese lei. Il coraggio di cambiare.

“We left our lives behind…in the pursuit of love and finding our place in the world….all it would take was the bravery to give up everything else…” (Ci siamo lasciati tutto alle spalle…per seguire l’amore alla ricerca del nostro posto nel mondo…tutto ciò di cui abbiamo avuto bisogno è stato il coraggio di abbandonare qualunque altra cosa stessimo facendo…).

 

Una serie di domande, subito.

E’ stata una scelta di cuore o d’istinto?

Magari per qualcuno coincidono, io le distinguo, è una questione di approccio. Nella prima vedo l’arresa a qualcosa di più forte della volontà (lancio una provocazione, esiste un genitore che non salverebbe la vita di suo figlio per salvaguardare la propria, ignorando con coscienza il sentimento più potente e nobile che l’essere umano possa provare?), nella seconda vedo istinto, intenzione e molta razionalità.
Mi piace pensare, e da quello che ho letto mi pare, che questi ragazzi abbiano scelto e non si siano “arresi“.

Un giorno una persona mi ha detto

 

“…le sterzate nella vita avvengono dentro di noi e non necessariamente si concretizzano in cambiamenti drastici nella quotidianità…”

 

Ma è proprio vero? Sono dubbiosa sul fatto che un atteggiamento nuovo verso aspetti della vita che non riconosciamo più adatti al nostro sentire siano il primo passo verso il cambiamento, ma se si persiste nelle dinamiche di sempre, come si può ragionevolmente pensare di poter davvero cambiare rotta?

Chissà in quanti ci sentiamo stritolare nella morsa del “mi piacerebbe ma non posso”, e non mi riferisco a desideri del tipo “vorrei 1 milione di euro nel conto corrente“!

Sono convinta, ma disponibile a ricredermi, che le scelte drastiche non sarebbero tali se non comportassero uno stravolgimento di abitudini, ritmi e certezze, magari rassicuranti, ma anche frustranti, altrimenti perché desiderare il cambiamento?

 

“Se non mi fossi ritrovato con la prospettiva della disoccupazione, avendo una bambina piccola e la casa nuova, non mi sarei buttato in un nuovo progetto lavorativo” ha ammesso un amico.

 

Oggi ha ingranato, è bravo e si fa un gran mazzo.
Fortuna?
Giusta intuizione, come i due ragazzi che sembrano aver trovato la loro felicità?

Rudy Bandiera, blogger, giornalista, esperto e imprenditore del web, in un post intitolato “Serendipità: la chiave del genio sta nel FARE” ha scritto

 

“…la serendipità è fare felici scoperte per puro caso e, anche, il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un’altra…passa attraverso qualcosa che non connota tutti ma che ci dovrebbe fare riflettere, passa attraverso l’azione…le persone che ne sono state piacevolmente avvolte lo sono state perché stavano FACENDO. Badate, non è fortuna, mai.”..

 

Tutto è a portata di mano, chiunque può avvalersene e, grazie alla tecnologia, idee e persone altrimenti troppo lontane possono incontrarsi dal divano di casa.
E’ vero che le difficoltà sono infinite ed è umano avere momenti di sconforto ma è altrettanto vero che adagiarsi è la vera sconfitta.
Il mondo come lo conosciamo oggi fra dieci o vent’anni sarà diverso, quindi perché aspettare? Nell’attesa imparo a surfare e quando l’onda perfetta arriverà potrò essere in grado di cavalcarla.
ESTERofili è il primo passo verso il MIO cambiamento radicale a cui ambisco e continuerò ad ambire finché sarò in grado di pensare.

Qual’è stato, è o sarà il vostro primo passo?