PROGETTO #MAREDINVERNOTOSCANA: APPUNTAMENTO ALLA CAVA MUSEO FANTISCRITTI

Arriviamo all’appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti dopo aver percorso un tunnel scavato nella pietra tanto buio quanto stretto. Ingranata la prima, gli eroici abbaglianti di Gaspy, il nostro Westfalia T3 del 1981, ci hanno guidato da Walter all’ingresso di un mondo straordinario, nel senso che di ordinario ha ben poco, che siamo abituati a guardare distrattamente dalle spiagge della Versilia. Con il progetto #MaredinvernoToscana ci siamo riproposti di puntare verso le coste che da sempre ci affiancano ma con occhi diversamente curiosi, quando si adagiano al freddo invernale e l’attenzione dei più si sposta altrove. La Toscana è una terra benedetta da una sorprendente varietà paesaggistica, da risorse e ricchezze storico-artistiche che, tutte insieme, la consegnano al mondo come il sogno che si spera di poter realizzare prima o poi nella vita. La Toscana è la regione in cui siamo nati e a bordo del nostro mezzo anzianotto, un po’ buffo, un po’ figo, percorriamo chilometri per incontri come questo, che si è già accomodato tra i nostri ricordi di viaggio più sorprendenti.

Appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti - Verso Colonnata
Appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti – Verso Colonnata

APPUNTAMENTO ALLA CAVA MUSEO FANTISCRITTI: RICORDI DI UNA, CENTO, MILLE VITE

Ci accoglie Walter all’ingresso di uno spazio aperto sulla strada dove sfrecciano i camion del lavoro quotidiano nelle cave. Dimentica l’idea classica del museo impostato, elitario, qui sarai in mezzo a un pezzo di storia fra attrezzi centenari, statue che vorrebbero solo parlare e attorno i monti delle Apuane. L’aria pungente e la luminosità quasi accecante del sole sul marmo la rendono un’esperienza interattiva, a cavallo fra testimonianza storica e il lavoro dei nostri giorni.

Il museo Fantiscritti nasce nel 1987 per volere di un uomo, un nonno speciale mancato lo scorso anno, Gualtiero, che ha lasciato il testimone della sua piccola grande impresa al nipote. In piedi davanti a noi spiega, ma soprattutto racconta, storie del luogo e ricordi di famiglia. Con pacatezza nella voce e garbo riesce a trasmettere  l’intensità di questo progetto, la passione che lo spinge a divulgarne il messaggio, il rispetto infinito per generazioni di persone, uomini, donne e bambini, a cui la vita ha assegnato il duro compito di crescere ed esistere fra queste cave e l’importanza , solitamente ignorata, di cosa celano una preziosa scultura di Michelangelo o allestimenti lussuosi da sempre simbolo e sinonimo di eleganza.

Scelgo di lasciare alla competenza di Walter il compito di raccontare il contenuto di questo particolare museo, anche per non rovinare la sorpresa di chi deciderà di visitarlo, mentre ad ESTERofili preferisco affidare l’emozione, forse un moto di commozione, per questo incontro che ha uno, cento, mille volti.

Il primo sguardo che incrociamo è quello del QUADRATORE, mansione oggi soppiantata dall’utilizzo di nuove tecnologie. E’ un uomo seduto su un blocco di marmo, ha il compito di modellarlo in un parallelepipedo regolare ed aumentarne così il valore. I suoi attrezzi sono uno scalpello e un martello pesantissimo. Per circa otto ore al giorno, oltre alle quattro o cinque che impiega per andare a lavoro e tornare a casa a piedi d’estate come d’inverno, ripete allo sfinimento gli stessi movimenti. Ha le mani enormi, deformate da anni di lavoro, dalle vibrazioni dei colpi e dal peso degli attrezzi, gli occhi, sacrificati dal bagliore del sole sulla pietra bianca, sono lividi per le schegge vaganti. Riceve una paga miserabile, spesso in cibo: lardo di Colonnata, baccalà marinato, vino con cui compensa sete, alienazione, fatica, talvolta fino a rendersi incosciente. Può ambire a diventare CAPANNARO e trasferirsi con moglie e figli, spesso numerosi, nel capanno all’interno della cava. Cavatore di giorno, guardiano di notte. La sua vita migliora, ma soltanto la sua.

Sono i bambini a pagare il prezzo più alto, allontanati da scuola all’età di 8, 9 anni per lavorare. Non diventano cavatori, tecchiaioli, non guidano i buoi né segano il marmo, il loro compito è prendere due secchi di latta vuoti e partire a piedi scalzi per raggiungere le fonti d’acqua a valle, utilizzata per tagliare il marmo o per dissetare. Risalgono la montagna e, consegnata l’acqua, riempono gli stessi secchi con gli attrezzi che durante la mattina si rompono per poi raggiungere le officine. Spesso il carico pesa più di loro. Sono i BAGASCI, piccoli apprendisti non pagati, eventualmente ricompensati dal cavatore con il cuore più grande. I loro sogni volano nei limiti del contesto in cui crescono, convivono con la tristezza, la povertà, il freddo, la fatica di un lavoro alienante. Nonno Gualtiero, nato e cresciuto a Fantiscritti, orfano di padre, morto in cava, è stato un bagascio. Dei suoi ricordi d’infanzia uno lo aveva segnato più di altri e ha continuato a raccontarlo fino alla fine, con le lacrime agli occhi. Ricordava la sua mamma, costretta a scendere a piedi a Carrara per cercare lavoro a giornata, a volte lavava le scale, altre stirava o aiutava in una bottega, ma non sempre andava bene.

Gualtiero ha cinque anni, è buio. E’ sul ponte da cui la visuale sulla valle è libera e aspetta insieme ai suoi fratelli che la mamma torni. In lontananza intravede una luce, sa che è lei. Si tengono compagnia a distanza con voci che la guidano lungo la strada di casa, ma quella sera la donna rallenta, sa che i suoi bambini l’aspettano per mangiare qualcosa e lei non ha niente con sé. Raccoglie delle bacche pelose commestibili, una manciata che conserva in un fazzoletto che al suo arrivo appoggia al centro del tavolo. I fratelli piccoli saltano e giocano, Gualtiero guarda la mamma e il suo viso segnato per essere tornata a casa a mani vuote non lo lascerà più.

Appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti
Appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti
Appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti - Il tecchiaiolo
Appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti – Il tecchiaiolo
Appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti
Appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti
Appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti - Il qadratore
Appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti – Il qadratore
Appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti
Appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti
Appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti - Cava all'aperto
Appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti – Cava all’aperto

Forse può sembrare assurdo, io stessa continuo a chiedermi come sia possibile che una condizione così difficile possa spingere un uomo a desiderare fortemente che quelle persone, quei luoghi, le abitudini, le tradizioni, ma anche il dolore, la fatica, la fame, tutto ciò che ha conosciuto e vissuto in prima persona anche lui, sia ricordato e raccontato in un piccolo museo. La risposta, la sola che riesco a darmi, affonda i suoi perché nel rispetto per il senso di appartenenza, per i legami affettivi che arricchiscono dove niente sembra esserci e dove i sacrifici di uno sono l’aiuto per l’altro. Così tra i cavatori c’era chi rinunciava ad un paio nuovo di scarponi, li aggiustava con chiodi e fil di ferro per risparmiare e permettere ai figli di studiare, di poter sognare. Il rispetto è nei confronti di chi c’è stato e ha dato, di chi ha rinunciato e sofferto, ha sognato per piccole parti di sé che sono cresciute, diventate adulte, come Walter, e oggi raccontano a chiunque voglia ascoltare chi è la gente del famoso, pregiato, unico marmo di Carrara.

Appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti - La cava nella montagna
Appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti – La cava nella montagna
Appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti - La cava nella montagna
Appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti – La cava nella montagna
Appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti - La cava nella montagna
Appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti – La cava nella montagna
Appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti - La cava nella montagna
Appuntamento alla Cava Museo Fantiscritti – La cava nella montagna

 

PROGETTO #MaredinvernoToscana: LE TAPPE

TAPPA N. 1  Dietro le quinte del Carnevale di Viareggio

Tappa N.2  Parco di San Rossore, Migliarino, Massaciuccoli

Tappa N. 4  Argentario, Laguna di Orbetello, Talamone

Tappa N. 5   A Rosignano in barca a vela

TAPPA N. 6  Massimiliano Mattei, il surfista sdraiato